orme del caos

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sabato, 30 giugno 2007

 

 Intervista Work in Progress a Petalisulvolto

 

 

  

Ora passiamo alla mia ultima, in ordine di tempo, conoscenza qui sul web. Si tratta di petalisulviso, che naturalmente non presento in quanto ha il suo blog dove si possono attingere le notizie di presentazione.

 

 

 

 

Cara Petalisulvolto

 

 

grazie a te, cercherò di comprendere qualcosa della tua singolarità attraverso le tue letture, e poi quando la mia sensibilità mi dirà verrò a lasciarti le mie orme.

 

mi piacerebbe intervistarti come madre, come credente, come tattilità - per essere figlia di artista dell'armonia del suono - e come amante della ragione e della chiarezza. Quest'ultima immagine traspare immediatamente anche dal tuo volto. ciao e di nuovo grazie.

 

 

Petalisulvolto

 

 

 

Va bene, iniziamo un discorso se vuoi. Cerco sempre spiegazioni, ma le trovo solo nella natura, negli esseri semplici per cui il ciclo vitale viene accolto come spontanea evoluzione. Per noi il sentimento e' fonte di dolore , di attaccamento alle persone ed alle cose.

 

 

 

 

 

Ti ringrazio per aver accettato la mia intervista, e sono subito a porgerti la prima domanda:

 

 

 

Prima domanda: dalla tua collezione, prendo due foto: quella di Alda Merini e quella della Madre. Che riflessioni, senza alcun filtro di censura o di pudore, ti verrebbero come donna e come filosofa?

 

 

Alda Merini e' la madre per me, dolce , istintuale sofferente ed indomita.

 

La sua storia mi e' nota, essendo di Taranto, personalmente.

Ella si innamoro' e si sposo' con un noto poeta, Pierri, da cui le rime pietrose che vedovo aveva gia dei figli. Quando questi mori', torno' a Milano con grande sofferenza per non essere stata accettata dalla famiglia del poeta.

Molti attribuirono la sua "follia", il suo essere cosi' sensibile, diversa, alla delusione datale dall'amore.

"No, disse la Merini io non sono impazzita per amore di un compagno, per un abbandono, ma quando mi tolsero i miei tre figli".

Piu' madre di cosi?

Certamente persone sensibili come i poeti che vedono oltre la realta' che danno significati immensi alle cose e percezioni che ad altri sfuggono, si faceva presto a catalogarli come matti e a farli finire in quelle "fosse di serpenti" dalle quali non sarebbero piu' usciti, vuoi per la estrema carenza di sistemi di cura efficaci, vuoi perche' la condizione ambientale, le continue mortificazioni non giovavano certo al recupero del malato di mente che sovente era solo un malcapitato. I mezzi coercitivi non erano da ammalati, poiché una patologia sine materia era sottovalutata.

 

Le famiglie, massime quelle borghesi, erano ben felici di abbandonare tout court il personaggio scomodo, influenzate dall'apparire piu' che dall'essere.

 

Poi con la legge Basaglia mutarono le cose, anche chi aveva dei disturbi comportamentali, lo dichiarava senza reticenze e le depressioni cominciarono ad essere curate come malattie psico_ fisiche. Questo grazie alla collaborazione di professori come Sergio Piro che conosco personalmente, filosofi come il professore Masullo di Napoli, Sergio Moravia di Firenze che si occupano in filosofia morale proprio di queste esistenze ferite (S. Moravia),della fondamentale importanza della comunita' nella vita dell'essere umano (La comunita' come fondamento ( Masullo)

 

L'uomo non e' fatto per vivere solo.

L'io senza il tu non ha significato, questo vale per l'aspetto gnoseologico e conseguentemente per quello morale, etico ,ove per morale intendo l'operare nel mondo.

Bisogna occuparsi di tutti e quindi degli ammalati dello spirito, che sono i piu' infelici secondo me poiché rifiutano la vita. Ritenendosi inadeguati.

 

Indipendentemente dal ricorso ad un entita' metafisica (Dio) o dipendente da essa per chi crede.

 

L'importante e' comportarsi da uomini, da soggetti morali, fini e non mezzi della vita.

Rispettare l'altro come portatore di valori o disvalori, unico eppure inserito tra gli altri.

A questo punto, la madre, il padre, il poeta, il delinquente, il santo, il musico , il poeta, sono aspetti di una realta' che e' l'uomo, la persona

 

La musica non e' un'isola, e' il mare, cioe' avvicina i popoli come ebbe a dirmi mio fratello, giovane musicista anche lui, purtruppo ci vede dall'alto, infatti e' morto il mese scorso, la musica e' civilta', comprensione, comunicazione di ciò che dentro di noi ribolle.

 

Come tutte le manifestazioni dell'essere umano.

 

Che sia melodia di Bach , metallara, urlo, parola forte, non dobbiamo farci impressionare, ma vedere i motivi per cui si e' scatenata quella comunicazione.

La Madre cerca di essere buona, ascolta i figli, ma e' suscettibile di errore, soffre delle disarmonie del quotidiano, cerca di accontentare e comprendere, a volte puo' anche fare del male, perché anche lei vive il contrasto tra quello che e', le difficolta' obbiettive che incontra  nel condurre la famiglia.

Tieni conto, amico caro, che con la distruzione della famiglia tradizionale, il lavoro delle donne, anche in rapporto con i figli e' mutato.

Secondo me in meglio.Il linguaggio e' piu' aperto, meno convenzionale,piu' diretto, fa male a volte,ma vi e' piu' vicinanza, meno fingimento.

Portatrici di virtu' non sfiorate dal dubbi, prima, oggi le madri devono mettersi in discussione e chiedersi se non sia il figlio ad avere ragione.Spesso ho dovuto riconoscere molta maturita' ai miei figli e ascokltare le loro motivazioni.

 

Sono evoluzioni storiche ed ambientali normali.

Nella vita bisogna sempre essere pronti ai cambiamenti, ci ricorda Goethe.

Credo di aver detto sufficientemente.

C'e' una cosa sola che temo , il silenzio: penso che il grande male della societa' non solo odierna sia la solitudine, l'incomprensione la stasi.

Meglio mille battaglie che stratificazioni di silenzi camuffati da perbenismo e buona educazione.

 

Le parole sono petalisul volto, di qui il mio nick, possono essere anche ceffoni, ma giungono sempre come una mano che si tende verso l'altro.

 

Dobbiamo fare un cammino a ritroso, sfoltire tutte gli orpelli del cammino dell'umanita' e vedere cio' che abbiamo dentro, di ricchezza e semplicita'.

Vorrei essere scabro ed essenziale, come i ciotoli che volvi..Montale

 

Quale migliore maestra della natura naturata di cui siamo parte integrante?

 

Non e' facile poiché la ratio mi dice che la morte fa parte del ciclo vitale, del quotidie morimur, ma l'attaccamento alle cose, alle persone mi rende fragile, disperato, quando tocca a me soffrire una perdita, una mancanza vitale.

Proprio perche' l'essere umano e' ragione ed istintualita'. Conciliarle forse e' saggezza. Ma la saggezza e' un dover essere, una tensione.

Quindi accontentiamoci del nostro volo sbilenco, delle nostre inevitabili carenze.

 

Stiamo vicini agli altri con cura, con passione e avremo recuperato la nostra umanita', non del tutto, ma almeno ci abbiamo provato.

 

 

Seconda domanda - tra le note musicali e la tattilità dello stile gotico, sempre prendendo dalle tue foto, ci vedi qualche attinenza strutturale?

 

Certo.Dalla mia casa si vede la concattedrale di stile gotico moderno fatta da Gio' Ponti. Le strutture che dal basso si ergono congiungendosi verso un cielo in guglie esili sono come mani congiunte in preghiera, l'elevazione verso il cielo, i suoi misteri espressi da suoni che si fondono armoniosamente, la musica come musiaca sacra inizialmente, le stesse note chiamate secondo le iniziali di un salmo ut...do __etc.

la musica come espressione prima dell'essere di qualsiasi colore ed etnia e' canto verso qualcosa che non comprendiamo del tutto, ma che evoca sensazione ed emozioni. Il discorso e' lungo, non si puo' esaurire in quattro parole.

 

Tutti uniti con le chitarre, le nostre chitarrre contro la guerra, cantavano i ragazzi della mia generazione contro gli orrori della guerra del Vietnam.

Non e' una cattedrale di luce e preghiera?.

E si senti' quel canto, quella protesta, iniziarono i movimenti pacifisti, la predicazione Di Martin Luter king, Ghandi, insomma il mondo cambiava.

Certo non si cambia l'uomo, le guerre purtroppo ci saranno sempre.

 

Terza domanda: I riti. Quanta efficacia attribuisci ai riti rispetto alla parola scritta?

 

Molta, i riti sono l'esternazione della parola scritta.

 

"Et verbum caro factum est" dice l'evangelista Giovanni.

La parola si materializza, Cristo predica ed agisce, raduna le folle, trasforma le pietre in pesci, presenzia e nozze di Cana e rimprovera sua madre come tutti i figli.

I riti sono anche per tutte le religioni, l'uomo ha bisogno di vedere, toccare, seguire dei tituali. E' normale.

E' umano.

Anche pubblicare una poesia e' l'aspetto esteriore un po' verita', un po' scena di noi.

La ricchezza smodata della Chiesa, quella, chiedo perdono, non la capisco e non mi piace, e' eccessiva e contraria alla vita degli uomini di buona volonta'.

Est modus in rebus.

 

 

 

Ultima domanda: il luogo dell'anima e il luogo del web.

 

 

 

Il luogo dell'anima puo' essere un cenobio toscano, puo' essere il Web, dipende dall'uso che se ne fa.

Se si riesce ad essere autentici anche nel web, in mezzo a tante persone, allora il web puo' essere luogo dell'anima.

Dove esprimiamo le nostre potenzialita', ci diamo agli altri.

In uno scambio che e' arricchimento, confronto, scontro a volte.

 

I mezzi sono cambiati, ma l'uomo e' sempre lo stesso.

Io personalmente non ho difficolta' a comunicare, proprio perche' penso che sono una tra tanti e che non sono eccezionale, ma una donna con le angustie e le gioie di tutti.

 

Vedo che nel web ci sono tanti affluenti, come per il mare.

 

Chi vuole rispettare il mare non lo inquina, chi non ha rispetto, puo' inquinare anche uno spazio ristretto.

 

Usufruiamo al meglio delle cose che abbiamo nell'epoca in cui viviamo, collaborando, non ostacolando gli altri. E saremo tutti piu' contenti e meno frustrati.

 

 

 

Credo di aver risposto.

 

Desidero apporre la mia firma a quanto ho detto. Non mi sembra decoroso celarsi sotto un nick.

 

Nicoletta Accettura __.Grazie tante

 

 

Grazie a Te, Nicoletta

 

 

 

 

 

postato da: ormedelcaos alle ore 11:39 | link | commenti (1)
categorie: interviste
venerdì, 29 giugno 2007

 

 

 

 

Roberto sentiva dentro di sé la nuova semantica del web, ed insistette a che si creasse nei pdl una sezione da lui chiamata appunto Loghetica. Era il maggio del 2004.

Ezboard , il portale, fu successivamente oggetto di un attacco pirata e quella pagine sono scomparse; come tante altre di quel periodo. Anche questo è il web: vi strappa i legami iconografici dei vostri vissuti. Se ci tenete fotografateli finché siete in tempo per farlo.

http://p214.ezboard.com/fpoetidellaluce60367frm42

 

 

postato da: ormedelcaos alle ore 16:41 | link | commenti
categorie:

 

La Poesia di Roberto che conservo nel mio cuore.

 




Risvegli



Non ci sono che sogni
da esser vissuti
e,
sonni da risvegliare

dare, donare uno sbadiglio

una carezza del risveglio

e la frase a dir Ti Amo

cucciolo mio .

C'è pioggia e nuvole fuori dalla porta

tieni,

metti quest'abito.

 

 





postato da: ormedelcaos alle ore 16:28 | link | commenti
categorie:

 

 

 

Giorno e notte, un fuoco divino ci spinge
Ad aprire la via. Su, vieni! Guardiamo nell’Aperto,
Cerchiamo qualcosa di proprio, sebbene sia ancora lontano.


Holderlin, Pano e vino

.

postato da: ormedelcaos alle ore 11:20 | link | commenti (1)
categorie: autori
giovedì, 28 giugno 2007

 

 

 

Il giallo

 

Ecco manca il sorriso e pure il luogo del bacio

finito nell’erba.

Denti sani, mandibola forte, onnivoro e bipede

doveva avere continui mal di testa, polpastrelli

in reumatismi stabilizzati su tastiere mobili, ave

va da essere uno chatter o almeno passava  più

di 5  ore al giorno giorno alla ricerca del Graal.

Asceta della sedia, cercava nel limbo del possi

bile l’impossibile a quattro zampe si appiccicava

alla femmina per cercare la sua donna stabile co

me da  dna avvolto in elica spiritualizzata e ten

dente a sinistra di comunità terapeutiche sociali

zzanti la bandiera rossa e verde del semaforo di

città. Il giallo sarebbe arrivato solo dopo.

 

 

 

 

postato da: ormedelcaos alle ore 06:53 | link | commenti (4)
categorie: linguaggi

Tu dormi



E' notte, e
tu che sempre
a me vicina stai
d'accanto
Amore mio
tu: dormi;
in grazia, ché
di giorno, domani: posi
e adesso d'ancora
ch'é notte invece, io: prendo!


Dormi.
Possa d'aiuto al meno
della tua notte portar
la notte mia; dopo
che io, io: se quel suono
a me d'ancora un po' partiene,
che
a notte son
nel giorno: quel giorno
che in dì
porta pene, e sono qui
a
giorno di quel
buio, che
a notte io
veglio.


Tanto tu
di tanto abbandonata al canto
sei di pace al sogno:
mio, che
abbandonasti il tuo, d'onde a me:
che fosse il mio
lenir
d'una notte al
naufrago di giorno del cammin
di vita mia:
scommessa; sconnessa
d'una vita, in canto
d'errato; di trastulli
in pace: ch'erra.


Tu dormi
amore mio,
che doloroso a te è quel sogno
che di giorno
a me, domani tu, indarno, a me
porgerai.


E' notte, e poco prendi!
Al molto domani volgerai.
Mutato, in sogno d'amore il tuo
domani
porterai al giorno mio; che misero
ancor, a notte veglia.
Indarno sogni
e ti ringrazio, in sonno.


E, come potria sennò sbarcar
la pena mia, dopo
che troppo ebbi l'amaro
portato in porto?
Domani: io
a te darò, dolce d'un verbo
l'inganno, la mia pena
e tu
il sogno, che tu or neanche
chiamata sei
a consumare, seppur lo sogni;

ché qual, nutrice
vergine ancor
di
dono, al misero dovrà alleviar la pena;
ché al misero,
non basta dono, per alleviargli
il danno suo.


Dormi, e
neanche il sogno ti appartiene.
Duro il tuo fato, oh bella mia!
Ed io, se ancora
quel suono mi partiene, che
non nascosi al pianto:
sciolgo.


Tu dormi
ed io che, misero, ebbi
portato il canto.



postato da: ormedelcaos alle ore 06:52 | link | commenti (7)
categorie: amore, audiopoesie
mercoledì, 27 giugno 2007

 

la comunicazione




la comunicazione è sempre unilaterale, un punto di osservazione unico dello scrittore, e lui vuole convincerti che quello è il punto giusto da dove osservare tutto.
il fiume è una massa d'acqua che scorre, potrebbe far muovere delle pale da incanalare l'energia elettrica in un solo filo, quella violenza di un'acqua posta su due livelli diversi, e invece il poeta dice: Mi innammorai al fiume.

il pittore dipinge una donna nuda seduta su un scoglio verde.

potrebbe quell'acqua essere stagnante a meditare sul riso ancora da crescere e a lambire le gambe delle ragazze che con scarponi allacciati stretti lì camminano selezionando le risaie

una dispersione della mente quando allarghi il campo osservato

resistringiamolo un poco selezionando un colore

a me piace il rosso, dice qualcuno e tu ti porti nella tua mente sul rosso, ma ti esce l'azzurro






postato da: ormedelcaos alle ore 12:27 | link | commenti (2)
categorie: linguaggi, percezioni