orme del caos

letteratura e arte.......................................................................................................................................................................................

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giovedì, 31 luglio 2008

mysei e statue di carta

 



Abbiamo piedi stinti

Abbiamo piedi abbiamo mani

Abbiamo noi

Tu passero solitario non sarai più solo

Veglieremo la notte su di te

E al mattino invocheremo l'alba con due diti il pc si muove più veloce

In una tastiera bianca stamattina impasteremo alcune lettere

Due messaggi e qualche reply e poi alla messa delle settembre seduti innanzi all'altare

A pregare il Signore Dio nostro, la supplica del venerdì santo, i rosari, le messe

E poi acerbi ai nidi torneremo a chilosare il forum il blog la pascola di cera il bar lume

La specie è pronta al salto della notte anche a me due cartine nuove la mappa del sapere

Passerà per la mia mente in tipografie aggiornate il logos in topos in mouse senza fili.

Wriless come un nuovo baccalà lessato questa mia mente volge a settentrione

Quando l'alba arriva dall'oriente e rimargina le ferite del distacco di retina

Agli infanti date loro dei pascoli nuovi, delle pagine senza virus, ma solo bianche di cera.

O i musei e le statue.

 

postato da: ormedelcaos alle ore 02:07 | link | commenti
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mercoledì, 30 luglio 2008

il corridoio

Tiriamoci due pietre cogliamoci due parole

Diciamoci alle tre prendi qualcosa dal frigo

Ho sonno stasera e anche la maglietta umida

Dall’afa fa caldo e tardo a dormire se mi svegli

Mettimi una mano tra le gambe se ti va

E muovila un poco a farmi venire sveglio

Mentre dormo ti vorrei vicino a me a baciarti

Le labbra turgide di rossetto e ad assaporarti

Ai profumi di Cristal lo champagne sturato di sera

Lenta la lampada si accende diffusa

Mentre la tua ombra si spoglia ed appare il seno

Cadente ai raggi del sole e alle rughe del tempo

Un capo mesto tra le chiome bizzarre dell’ora

Tarda che ancora non s’incammina verso le tre.

E tu ti muovi lenta tra le nuvole di una stanza

Socchiusa sul corridoio illuminato di fresco.

 

 

postato da: ormedelcaos alle ore 04:03 | link | commenti (4)
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martedì, 29 luglio 2008

gli orientamenti del topic in capricorno.




Ecco, teniamoci stretto ai visi
Alle immagini di noi i passanti si spostano verso destra
Muoviamoci un po’ più avanti ci suggeriscono a noi
Aspettami che muovo il mio click, aspettami di lato
Sulla salita mi fermo un po’ a respirare l’aria del luogo
I mosaici e i crisantemi oggi è domenica e si fatica ad andare avanti
Alla fine del mese
Muovi gli anche, i perditempo i passatempo muovi i numeri e dici oggi è quattro del mese.
Ieri, così, ne avremmo avute già quattro di giornate, come quelle di Napoli o di Pavia se tu stai al Nord.
Ci orizzontiamo ormai a fatica sulle fasce longitudinali del web. A dirci il vero c’è solo l’ora del post,
anche se tu ormai lo chiami topic.



postato da: ormedelcaos alle ore 13:24 | link | commenti (1)
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l'androne




Giocchici addomestici sul ramo pendulo la sera innanzi del carroccio
La pasqua carnevale la sposa la domestica sono in quarantena dei dì
C'è assilli assilli minuscoli quelli grandi riposano, c'è l'androne caduto
C'è il messaggio se a voi ch'entrate il nido vi pare strano non temete
È caduta della pioggia stanotte.

Abbiamo precedenze, abbiamo precedenze di serie
Abbiamo il resto stamattina.


 

postato da: ormedelcaos alle ore 05:53 | link | commenti
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lunedì, 28 luglio 2008

questo spazio



Queste giornate così che vanno
E che ritornano stanche di ieri
Questi nostri spazi aperti e chiusi
Queste messaggerie stanche
Aprimmo gli sguardi,
cercammo i formaggi,
cercammo i misteri
cercammo Iddio, cercammo l’amore
ora ci ritorna il mattino e più tardi
sarà anche sera.

postato da: ormedelcaos alle ore 05:04 | link | commenti (2)
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venerdì, 25 luglio 2008








I

dei blu mi vesto e spoglio al vetro
l'arancio. scelta monocorde
sulle spalle del pensare
non c'è svista, sulle macchie in alto
scelta verticale. dona all'ora
l'angolo, dona la punta
e il braccio, chiaro come le guance




II

sono quasi le nove ai lacci delle scarpe e tu scrivi
scrivi dove ti capita e mettici dei fiori, dove
la mano ti fa buio, metti i confini alle sordine
riprovaci di venerdì, con le punte temperate
tu usi il nero, io rosso sui giri
delle pagine, che sono righe, poi intere. Vai su
dove c'è il bianco. disegnami una viola
il profumo della marmellata, di una parete
e il suo oblò, dove vedere il rosa madre
da cui nacqui tela di sacco. sbocciando.
Trinità dei Monti scarpe rosse, ai capodanni



III

avanzai a specchio col cartone
lo straccio imbevuto
di schiele e di crocicchi
alza. le ginocchia Sonia, ti guarda
da destra lui e tu, appesa
sopra il paralume, a rotoli
pieghe al dormiveglia. il bulbo argento

di tua madre lascia la cera Sonia
sul panama di taglio
e il nero prima che i cretti






postato da: bandaWARUMO alle ore 11:14 | link | commenti (2)
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Aveva venduto i pesci

Aveva venduto l’onesto

Quando il loco

 

postato da: ormedelcaos alle ore 03:43 | link | commenti
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Rifacciamoci

 

rifacciamoci questa
rifacciamoci così a mezzo busto
diciamoci oggi ne ho voglia


Collocava quella scelta, quegli smarrimenti
nell'etica della dismisura:
quella singola rosa alla radura
sfogliata a divenire
e ora rovesciamento
immagine di un passato vicino
troppo
allorquando discontinui e trascurabili
parevano venire i desideri.

Né virtù c'era
né maggiore saggezza in quei biancospini
innevati
che prima dell'alba cadendosi in vista
ripiegati in cespugli
annunziavano a lei il sogno
riverbandone le voci.

Sradicati, pesati quei petali
a dire:amai!
adesione al pungere d'una sera che pura
flessa s'apprestava.

io ti direi questa è così, ti direi prendine un'altra.



postato da: ormedelcaos alle ore 03:21 | link | commenti (3)
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mercoledì, 23 luglio 2008

il volto del sudore

 

Eccoci, di lato l’avventura resta senza sentiero

Il nido è salvo la patria pure, la domenica di messe

Il Signore avanza in processione insieme alla Mamma

Sua di feste illumina il paese e la pioggia arriva calma

Goccia dopo goccia.

Lasciammo i campi di grano e i flini di erba, puntammo

Sul tre e prendemmo il tram pagando il biglietto alla fermata

Che la mia era la ventitre, ed avevo il fazzoletto in mano

Per asciugarmi il caldo del sudore.

A goccia a goccia ti prende dalla fronte e si trascina

Dentro le mutande, che così si bagnano di nuovo.

 

 

postato da: ormedelcaos alle ore 20:26 | link | commenti
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la mia

 

notte di mezza estate





Le iene del caos tirate agli armenti la mole muove di schianto il pavimento rapida la senna siamo noi e le correnti del senso abbandonato all’abisso di un disperdersi nel ragno delle comete se le sere e le armoniche stanche gocciolano ai nidi i ricordi e le paure degli affanni domani verrà ancora se tu l’aspetti e preghi il signore che sia ancora giorno la sera se la tua paura è immensa e il destino arretra la mossa.

 

postato da: ormedelcaos alle ore 17:15 | link | commenti
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