Abbiamo piedi stinti
Abbiamo piedi abbiamo mani
Abbiamo noi
Tu passero solitario non sarai più solo
Veglieremo la notte su di te
E al mattino invocheremo l'alba con due diti il pc si muove più veloce
In una tastiera bianca stamattina impasteremo alcune lettere
Due messaggi e qualche reply e poi alla messa delle settembre seduti innanzi all'altare
A pregare il Signore Dio nostro, la supplica del venerdì santo, i rosari, le messe
E poi acerbi ai nidi torneremo a chilosare il forum il blog la pascola di cera il bar lume
La specie è pronta al salto della notte anche a me due cartine nuove la mappa del sapere
Passerà per la mia mente in tipografie aggiornate il logos in topos in mouse senza fili.
Wriless come un nuovo baccalà lessato questa mia mente volge a settentrione
Quando l'alba arriva dall'oriente e rimargina le ferite del distacco di retina
Agli infanti date loro dei pascoli nuovi, delle pagine senza virus, ma solo bianche di cera.
O i musei e le statue.
Tiriamoci due pietre cogliamoci due parole
Diciamoci alle tre prendi qualcosa dal frigo
Ho sonno stasera e anche la maglietta umida
Dall’afa fa caldo e tardo a dormire se mi svegli
Mettimi una mano tra le gambe se ti va
E muovila un poco a farmi venire sveglio
Mentre dormo ti vorrei vicino a me a baciarti
Le labbra turgide di rossetto e ad assaporarti
Ai profumi di Cristal lo champagne sturato di sera
Lenta la lampada si accende diffusa
Mentre la tua ombra si spoglia ed appare il seno
Cadente ai raggi del sole e alle rughe del tempo
Un capo mesto tra le chiome bizzarre dell’ora
Tarda che ancora non s’incammina verso le tre.
E tu ti muovi lenta tra le nuvole di una stanza
Socchiusa sul corridoio illuminato di fresco.
Ecco, teniamoci stretto ai visi
Alle immagini di noi i passanti si spostano verso destra
Muoviamoci un po’ più avanti ci suggeriscono a noi
Aspettami che muovo il mio click, aspettami di lato
Sulla salita mi fermo un po’ a respirare l’aria del luogo
I mosaici e i crisantemi oggi è domenica e si fatica ad andare avanti
Alla fine del mese
Muovi gli anche, i perditempo i passatempo muovi i numeri e dici oggi è quattro del mese.
Ieri, così, ne avremmo avute già quattro di giornate, come quelle di Napoli o di Pavia se tu stai al Nord.
Ci orizzontiamo ormai a fatica sulle fasce longitudinali del web. A dirci il vero c’è solo l’ora del post,
anche se tu ormai lo chiami topic.
Giocchici addomestici sul ramo pendulo la sera innanzi del carroccio
La pasqua carnevale la sposa la domestica sono in quarantena dei dì
C'è assilli assilli minuscoli quelli grandi riposano, c'è l'androne caduto
C'è il messaggio se a voi ch'entrate il nido vi pare strano non temete
È caduta della pioggia stanotte.
Abbiamo precedenze, abbiamo precedenze di serie
Abbiamo il resto stamattina.

Eccoci, di lato l’avventura resta senza sentiero
Il nido è salvo la patria pure, la domenica di messe
Il Signore avanza in processione insieme alla Mamma
Sua di feste illumina il paese e la pioggia arriva calma
Goccia dopo goccia.
Lasciammo i campi di grano e i flini di erba, puntammo
Sul tre e prendemmo il tram pagando il biglietto alla fermata
Che la mia era la ventitre, ed avevo il fazzoletto in mano
Per asciugarmi il caldo del sudore.
A goccia a goccia ti prende dalla fronte e si trascina
Dentro le mutande, che così si bagnano di nuovo.
la mia
notte di mezza estate
Le iene del caos tirate agli armenti la mole muove di schianto il pavimento rapida la senna siamo noi e le correnti del senso abbandonato all’abisso di un disperdersi nel ragno delle comete se le sere e le armoniche stanche gocciolano ai nidi i ricordi e le paure degli affanni domani verrà ancora se tu l’aspetti e preghi il signore che sia ancora giorno la sera se la tua paura è immensa e il destino arretra la mossa.