orme del caos

letteratura e arte.......................................................................................................................................................................................

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lunedì, 25 agosto 2008

 

Trascrizioni

 

A parole spente a odor di sabbia

a rotolii di senso, trascinate, ancora

te le porgo stamattina, come a dirti:

Ci sono pure io qui che le trascrivo

e le riscrivo per te, solo e ancora

non foss'altro che per te,

come fossero ancora nuove

queste parole,

come questo tuo viso, che, incolorito,

di sabbia mi scompare, tra le mani.

 

 

 

 

postato da: ormedelcaos alle ore 12:36 | link | commenti (4)
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giovedì, 21 agosto 2008

Indietro

Allontaniamoci per un poco

Distacchiamoci dalle parole

Dal dirci ancora ciò che già

Era

Ciò che ci prese e ciò che ci

Lasciò

È buio sui nostri corpi

Sono aride queste mani

Tersa questa notte di luna,

Non piena.

Come coriandoli cominciammo

Questo gioco, lo portammo

Innanzi,

E fummo bravi.

Ora forse siamo più noi

Quelli di prima

Quelli che non torneranno

Indietro.

 

postato da: ormedelcaos alle ore 16:43 | link | commenti (2)
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giovedì, 14 agosto 2008

sarebbero

 

Sarebbero  mille il verso dei cannoni

99 quello degli spari

Sei mio procedere scarno mio procedere teso

Rosa e viola

Se c’è un giardino pù in là

O una méssa sull’altare tra i gigli

Un giorno più bianco del solito

Un raggio tra i raggi di una bici

Usata più volte

O il cinguettio di un passero tra i chicchi di grano

 

postato da: ormedelcaos alle ore 08:51 | link | commenti (2)
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lunedì, 11 agosto 2008

smarrimenti

rivisitiamo i luoghi rivisitiamo quegli affreschi

rivisitiamoci noi: io ti amo esclamai tempo fà

ricordo ora ci dicemmo abbracciamoci

al vento

il vento andò e tu restasti muta nell’attesa di noi

erano poco più delle due e avevamo le mani

fredde, ancora come prima

 

 

 

 

 

 

postato da: ormedelcaos alle ore 01:34 | link | commenti (1)
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venerdì, 08 agosto 2008






Sarà un partire flebile di fiocchi e di turchese
decisi tra le gocce d’un altare che porto sempre appresso
Un po’ di pane, l’erbe e il rosmarino
e lo sfiorir dei gigli, i crisantemi di foglia in foglia, sempre più a sinistra
Un po’ come un battesimo e la morte, tra la grande Guardia
e il Palmo di Re. Un rispogliare annali, anelli della quercia
che respira cielo e foglie secche
Tornate a due cavalli o a quattro buoi, quello di destra, andante in A flat majior
Biforca anche l’aratro tra melighe e melassa e la tua casa ai treni variopinti
Ebbi paura di poggiar lo spray, ebbi la pelle stinta anche sui piedi
di post mal ricuciti contro luna




postato da: bandaWARUMO alle ore 14:59 | link | commenti
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giovedì, 07 agosto 2008

specchi di parole

 

è davvero importante per te definire cosa sia un ammasso di parole?
forse per esprimere un giudizio occore sagomarle in forme definite.
forse è un messaggio, o forse solo una comunicazione palese.
o forse solo quattro parole al vento.

è giusto che sia così. è giusto per l'ordine del mondo, invece la poesia
disordina solo le parole.

ma che fa

 

postato da: ormedelcaos alle ore 04:20 | link | commenti (2)
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mercoledì, 06 agosto 2008

sotto paranco, signorina Sweet

 

 

signorina Sweet,

l'amore cede il passo alla riflessione, la poesia alla logica, allo scorrere, e discorrere, lento del tempo piegato

a un destino, o a una destinazione altra dal ns volere

risparmiosa e vaga, la sorte ci ac/cade, signorina Sweet, io le sarei sempre disponibile qualora una sua parola smuovesse l'animo del mondo

un fulcro dal cui sollevarsi il peso è arte

o anche, diciamoci in silenzio, solo specchi di mare, se ha messo un bel costume colorato di rosso

se l’inutilità delle cose
o l’inutilità del gesto ad indicarle
o anche solo lei, ed io, se mi aggiunge in paranco, o anche sotto il suo ombrellone


ps
clausola «sotto paranco accostata alla banchina». Quando una nave ha per patto contrattuale l’obbligo di scaricare o caricare sotto paranco attraccata alla banchina, senza alcuna riserva, il tempo perduto per aspettare il turno di accosto o per avere dovuto scostarsi dalla banchina stessa per ordine della Capitaneria non è computato nelle stallie e perciò è a carico della nave


postato da: ormedelcaos alle ore 09:07 | link | commenti
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la festa

 

lasciala di lato a smarrirsi tra il bosco e l'oleandro

ove i fustelli o anche un artefatto a passi lenti
di già, ci sussurrò

c’era la domenica ed era festa alle quattro e 25

postato da: ormedelcaos alle ore 04:45 | link | commenti
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