Trascrizioni
A parole spente a odor di sabbia
a rotolii di senso, trascinate, ancora
te le porgo stamattina, come a dirti:
Ci sono pure io qui che le trascrivo
e le riscrivo per te, solo e ancora
non foss'altro che per te,
come fossero ancora nuove
queste parole,
come questo tuo viso, che, incolorito,
di sabbia mi scompare, tra le mani.
Allontaniamoci per un poco
Distacchiamoci dalle parole
Dal dirci ancora ciò che già
Era
Ciò che ci prese e ciò che ci
Lasciò
È buio sui nostri corpi
Sono aride queste mani
Tersa questa notte di luna,
Non piena.
Come coriandoli cominciammo
Questo gioco, lo portammo
Innanzi,
E fummo bravi.
Ora forse siamo più noi
Quelli di prima
Quelli che non torneranno
Indietro.
Sarebbero mille il verso dei cannoni
99 quello degli spari
Sei mio procedere scarno mio procedere teso
Rosa e viola
Se c’è un giardino pù in là
O una méssa sull’altare tra i gigli
Un giorno più bianco del solito
Un raggio tra i raggi di una bici
Usata più volte
O il cinguettio di un passero tra i chicchi di grano
rivisitiamo i luoghi rivisitiamo quegli affreschi
rivisitiamoci noi: io ti amo esclamai tempo fà
ricordo ora ci dicemmo abbracciamoci
al vento
il vento andò e tu restasti muta nell’attesa di noi
erano poco più delle due e avevamo le mani
fredde, ancora come prima
signorina Sweet,
l'amore cede il passo alla riflessione, la poesia alla logica, allo scorrere, e discorrere, lento del tempo piegato
a un destino, o a una destinazione altra dal ns volere
risparmiosa e vaga, la sorte ci ac/cade, signorina Sweet, io le sarei sempre disponibile qualora una sua parola smuovesse l'animo del mondo
un fulcro dal cui sollevarsi il peso è arte
o anche, diciamoci in silenzio, solo specchi di mare, se ha messo un bel costume colorato di rosso
se l’inutilità delle cose
o l’inutilità del gesto ad indicarle
o anche solo lei, ed io, se mi aggiunge in paranco, o anche sotto il suo ombrellone
ps
clausola «sotto paranco accostata alla banchina». Quando una nave ha per patto contrattuale l’obbligo di scaricare o caricare sotto paranco attraccata alla banchina, senza alcuna riserva, il tempo perduto per aspettare il turno di accosto o per avere dovuto scostarsi dalla banchina stessa per ordine della Capitaneria non è computato nelle stallie e perciò è a carico della nave
lasciala di lato a smarrirsi tra il bosco e l'oleandro
ove i fustelli o anche un artefatto a passi lenti
di già, ci sussurrò
c’era la domenica ed era festa alle quattro e 25
forse per esprimere un giudizio occore sagomarle in forme definite.
forse è un messaggio, o forse solo una comunicazione palese.
o forse solo quattro parole al vento.
è giusto che sia così. è giusto per l'ordine del mondo, invece la poesia