orme del caos

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sabato, 30 maggio 2009

falcone
Il governo Berlusconi rafforza i conti bancari di Mafia s.p.a

 

martedì 26 maggio 2009 alle ore 12.04

PALERMO - Basta disattivare una password per rafforzare Cosa Nostra. Una sequenza di numeri e lettere che dal 5 marzo è stata tolta alla Procura di Palermo che, da oltre due mesi, non può più monitorare e sequestrare i conti correnti bancari dei boss.

Mentre la repressione va avanti senza sosta – con un'azione investigativa costante anche sul fronte dei rapporti deviati tra mafia e politica, decine di processi in corso e centinaia di arresti di boss e affiliati che sfiancano l'esercito delle cosche - la lotta ai capitali mafiosi, vale a dire il cuore dell'azione di contrasto, fatica.

Con quella password – che apre i file dell'Anagrafe dei rapporti finanziari – magistrati e polizia, sotto copertura, dal 5 gennaio al 4 marzo, accedevano ogni giorno ai conti, ai depositi, ai dossier titoli e alle transazioni da un capo all'altro del mondo di Cosa Nostra. "Dalla sera alla mattina – spiega il procuratore aggiunto di Palermo, Roberto Scarpinato – i ministeri della Giustizia e dell'Economia ce l'hanno tolta per motivi burocratici dopo avercela data, per grazia ricevuta, a distanza di 18 anni dalle previsioni legislative. La restituzione di quella password, a noi e a tutte le Procure, è la maniera migliore per onorare con i fatti e non a parole la memoria di Giovanni Falcone, della moglie e della scorta, morti 17 anni fa a Capaci"."Con questa revoca – prosegue Scarpinato – siamo tornati agli anni in cui bisognava fare richiesta di informazioni a ogni singola banca. Nelle regioni del Sud c'è un problema ulteriore: il tessuto creditizio è profondamente inquinato, molte operazioni sospette vengono fatte sparire e non manca chi avvisa i boss delle indagini in corso. In questi mesi, a causa di questo scippo, abbiamo perso l'occasione per sequestrare miliardi. Scandalo nello scandalo, la password non è stata data neppure alla Banca d'Italia che ha il compito di contrastare il riciclaggio dei capitali sporchi".

Battere Cosa Nostra sul terreno dei capitali e dei patrimoni inquinati è un chiodo fisso per magistrati, Forze di polizia e Gdf, che spingono l'acceleratore su sequestro e confisca dei beni immobiliari, la cui gestione è affidata a un Commissario straordinario, anche se i più spingono per la creazione di un'Agenzia autonoma. Alla fine del 2008 i beni confiscati erano 8.466 (di cui 3.930 in Sicilia), con un valore di mercato di decine di miliardi.

Ma prima che gli immobili sequestrati rientrino nel pieno godimento della collettività passano anche 17 anni e sono numerosi i casi di prestanomi della mafia che ne sono rientrati in possesso.

La Procura di Palermo, di fronte alle difficoltà, rilancia: a giorni sarà potenziato il Dipartimento "Mafia ed economia" che conta su un pool di magistrati e investigatori specializzati nella lotta all'economia illegale. Finora i risultati non sono mancati: da gennaio 2008 a oggi la Procura ha sequestrato 2,7 miliardi tra beni mobili e immobili. "La lotta a Cosa Nostra – conclude Scarpinato – passa da qui, il resto sono chiacchiere. L'arresto di 100 estorsori serve ma tra due mesi ce ne saranno altri 100 pronti a chiedere gli arretrati con gli interessi. Per questo chiediamo a commercianti e imprenditori di denunciare e a Confindustria Sicilia, che espelle chi paga il pizzo, sollecitiamo un passo in più: l'allontanamento di tutti coloro che hanno avuto una sentenza passata in giudicato o hanno processi in corso per mafia". "Nonostante la ribellione di Confindustria e associazioni come Addio Pizzo – aggiunge il magistrato della Direzione nazionale antimafia Roberto Alfonso – il fenomeno estorsivo non è arretrato di un millimetro. Anzi: è in pericolosa crescita". I dati della Direzone investigativa antimafia, diffusi ieri, sembrano confermarlo: le denunce 2008 per estorsione, usura e riciclaggio sono in calo (si vedano grafici). Ad Andrea Vecchio – a capo degli edili catanesi e una vita blindata, il prezzo pagato al coraggio della denuncia – spetta un commento. "Burocrazia e malapolitica – spiega – non aiutano chi denuncia e chi si espone. La repressione dello Stato fa passi in avanti ma non basta, non basta".

Insomma, il circuito di legalità che parte dal basso fa fatica. Gli imprenditori condividono e criticano. A partire da Giuseppe Catanzaro, vicepresidente di Confindustria Sicilia, altra esistenza blindata per le continue minacce di morte. "Dobbiamo capire – afferma – che Cosa Nostra ha il solo fine di creare profitto. Per sconfiggerla bisogna però avere la certezza che chi viene condannato resti in cella e viva da povero. Invece le scarcerazioni dei boss e degli estorsori si susseguono e non vedo né il Governo né il Parlamento asserire in maniera corale questo banale principio. Quanto all'invito di Scarpinato, Confindustria Sicilia lo ha già fatto suo: è sospeso chi ha un processo, viene cacciato chi è stato condannato. La stessa severità vorrei vederla nelle pubbliche amministrazioni che devono cacciare i dirigenti che ritardano i procedimenti amministrativi a danno delle imprese oneste e a favore di quelle mafiose. Ci sono ancora troppi politici locali che non adottano i principi di questa catena di legalità".

Nel giorno in cui sarà posata l'ennesima corona di fiori a piedi dell'albero Falcone a Palermo, servirà forse spostare lo sguardo un pò più in là, verso il porto di Palermo, dove oggi attracca la nave con studenti provenienti da ogni parte d'Italia, partita ieri da Napoli. "E allora converrà ricordare – rammenta Maria Falcone, sorella del giudice – le parole di Gesualdo Bufalino".La mafia - amava ripetere lo scrittore di Comiso - sarà sconfitta da un esercito di maestri elementari. Speriamo che sappiano insegnare che una password non serve solo per accedere a Facebook ma anche per bruciare i soldi sporchi e con loro l'anima di Cosa Nostra".

di Roberto Galullo, fonte: ilsole24ore.com


 

La pubblica opinione

"palesi solo odio verso uno che ha i soldi"

"sei una estremista estrema di sinistra che invidia i ricchi"

potrebbero solo limitarsi a dire che hai una coscienza, come anche io e tanti altri, anche se ancora siamo  in pochi per capovolgere questa losca, e triste, storia.


postato da: ormedelcaos alle ore 10:39 | link | commenti (3)
categorie: lonestĂ  politica

Oggetti di memoria, in una mattinata di Rosso, posti in Raccolta alle ore 8.30 dello stesso giorno

 

Ed era il 29 maggio dell'anno 2009.
 
 
Echi e tattilità nella notte
quando il buio ci addensa e ci allontana dalla realtà o anche solo dai suoi oggetti più vicini
vocaboli per sensazioni diverse, così quella mattina, sfogliando le pagine di Rosso Venexiano,
in Omaggio a Manu
 
il presente era ancora tutto lì presente nella sensazione d'immediato di una nuova partita
che correva sotto gli occhi di tutti, stupenda, nel suo voler essere ancora una volta nuova
come gli altri giorni.
 
"Il condizionale fuoriesce più sopra dal foglio", si scrive: "dalla possibilità dell'accadere
non ricevendo risposte e restando così sospeso, congiunto ad essa (la parola) ancora una volta". Mentre frettolosamente si prende un po’ qua e là per arrabbattare, ancora col caffè in mano,  un minimo, e comunque degno, commento. Sia esso anche una sola rosa o una margerita poggiata sul termine di ogni  singolo lavoro.
 
Quel "Porca miseria!", in fine,  irrompe nell'oggetto di memoria costruito in ogni sua attenzione tra noi e il mondo, tra noi e le credenze anche occasionali, onde cercare un perché, una motivazione che giustificasse, o meglio: gratificasse, ciò che probabilmente sarebbe accaduto lo stesso.

Bene. Brava. Molto bene.
 
La Storia è lì, la storia è  così. La Storia passa rimanendo sempre la stessa.


postato da: ormedelcaos alle ore 08:05 | link | commenti
categorie: riflessioni, riflessioni di prima mattina

Ouverture

 


 
 
 
Con rosa a primavera o con incanto di stelle
e ancora a risuonare nella valle il corno
nei giorni di luna piena
quando anche alle mucche s'addensa il latte
nelle vene e a stringerti sui colli,  immensi
ancora a profanarli, ancora una volta
natiche aperture al mondo

ad una ad una
in cospetto dell'atrocità del gesto
che si accinge
nella sua purezza d'origine la prima volta

come anche la fronte
tra non molto gode  


postato da: ormedelcaos alle ore 08:00 | link | commenti (2)
categorie: passione

Punto di ripristino



Che ci sia anche un senso al cospetto
Che ci sia un nuvola in cielo, il martellare degli attimi
Uno ad uno in attesa di un evento più caloroso del solito,
le organelle, gli sfinimenti, il cielo da toccare sulle punta delle dita
il vociare dei più giovani, se tutto corre più innanzi, lo fermiamo?
Diciamo a colui che ci guida: aspettaci un poco?
Tali occasioni riflessive creavano sempre più spazio alle inutili speranze
Che l'andare sembrava simile ad un procedere attento, certo e sicuro,
avessimo come minimo 34 anni, avessimo con noi i cesti della spesa
non avessimo lasciato dietro i supermercati, quando gli orizzonti dinanzi ai nostri occhi,
oh, li vedi tu? Li vedo pure io?

2 puntata

Gli orizzonti, del resto non possono considerarsi degli oggetti reali, ma solo delle mete, talvolta oggettive, altre solo individuali.
Che il picciotto miri a diventare capo di un corpo delinquenziale, è, per lui una grande meta, così come quella per una donna, magari, di avere un figlio, o per un politico il diventare capo di governo.
Cosa avessero in comune questi tre desideri così diversi se non un orizzonte da loro soggettivamente considerato forte quale aspirazione a da realizzarsi qualunque cosa accada e, per cui, anche pregare un po' per poter inchinare la sorte a loro vantaggio?
La riflessione, prendeva ormai piede in quella che doveva, o avrebbe dovuto, essere una attenta disamina psicosociologia di determinazione di valore.
"Valore inteso quale eufelimità, nel senso che la droga pur essendo un bene non utile è da confinarsi tra quelli appartenenti al mondo dell'eufelimo", ancora chiedeva ai presenti lo studente al secondo anno di Economia che aveva chiesto la parola.
E, in tal caso, dove dovrebbe cercarsi tale forma di utilità- nel rapporto uomo-beni o uomo-danni -
di quella soddisfazione che il drogato riceverebbe dalla droga? Come quasi fosse un qualcosa di buono ma nel contempo non di utile dal punto di vista salutare. Come per l'altro vocabolo: eutanasia, la dolce morte, ma che sarebbe non percorribile per la dottrina dello spirito e della fede.
 
3 puntata
 
A cent'anni dal "Cours d'Économie politique" di Vilfredo Pareto si riaffacciava questo termine di ofelimità, ma lo si innestava in una nuova visione, mettendolo a contatto con una realtà non solo di soddisfacimento ma anche di morte.
E, allo scopo la parola era stata piegata a questo volere, quasi a porsi a metà tra il bene e il danno.
Un bene può avere la caratteristica dell'ofelimità anche se non presenta alcuna utilità. Ma può, in tal caso, considerarsi anche un valore?
Che significato avrebbe potuto attribuirsi a questo "scivolamento" della "o" in un dittongo "eu" , per poi terminare come  alternativa "o, o" in un dittongo dal significato ben preciso e risalente all'idea del "dolce" greco?
Che il sapore in sé della droga fosse dolce o anche amaro, o anche di altro genere, nessuno dei presenti ne era a conoscenza.
Si decise così di sorvolare sulla sensazione immediata dell'apparenza di senso all'organo olfattivo, e "su un possibile inganno della natura indirizzato al sonno, da sveglio, dell'uomo audace per la novità di volerla provare o troppo insicuro da voler fuggire con essa dalla realtà".
Del resto lo studente universitario di economia aveva ancora da superare l'esame di tale disciplina e le sue affermazioni non potevano considerarsi, fino a quel momento, a tutti gli effetti di legge valide tesi o anche solo sufficienti argomentazioni per imbastirci sopra un discorso
Per di più, lui giungeva da un paese dell'entroterra basato sulla vecchia tradizione contadina della realtà tattile del mondo e non sulla virtualità dell'oggetto, in cui tale fenomeno tossicologico sembrava non fosse ancora  esploso in tutta la sua portata così come invece stava già avvenendo nelle metropoli e in cui tale "uso evasivo dalla realtà fattuale ed eversivo da se stessi",  aveva finito con l'accumunare, nella ricerca dei loro valori fumogeni, sia gli abitanti delle zone cosiddette alte, o anche nobili, e sia quelli delle periferie "come si fosse trattato di una nuova Rivoluzione francese in quella ricerca di valori da condividere nel nuovo millennio di libertà, uguaglianza e fraternità che si apriva nella  Storia, o almeno in quella sola parte della Storia occidentale".
L'insegnante di scuola media, per l'esattezza ben distinta, tentava di mediare per riportare la discussione in quella più ampia formulazione originaria in cui a tutti i presenti era sembrato di aver preso visione, se non proprio con la vista almeno con una vaga sensazione di appercezione di essere vicini agli orizzonti di ciascuno dei presenti, o almeno ai loro desiderata, pertanto sosteneva di non focalizzarsi troppo su un singolo particolare, in una parcellizzazione della conoscenza a discapito di quel sapere generalista che, in un mondo globale, avrebbe favorito meglio l'intera comunicazione.
 
4 puntata

Che l'accidente filosofico avesse colpito ancora? s'interrogava, tra sé, lo studente all'ultimo anno di filosofia. Quella casualità tra un unico suono di una sola vocale e quello composto da un dittongo, anch'esso simile nel suono, a sostituirlo nella prossimità della sensazione uditiva, ma ermeneuticamente con possibilità diverse di ulteriori sviluppi, quasi a rappresentare la conferma tra l'essenza e l'apparenza della parola trascurata, la "o" o il composto di due vocali "eu", in una conversazione che, in origine, era sembrata incamminarsi sulla sola deduttività, e non induttiva, logica e in cui ora si stava manifestando, con sempre più fragore, proprio per quella occasionalità definita, appunto, "caso", in quell'irrompere di un certo qual misticismo espresso nella forma di un'apparente evocazione dell'origine di senso della parola riprodotta dall'apparato boccale all'atto del pronunziarla e tale da poter, semanticamente, forse anche significare le modalità del suo voler essere così "trattata", estraendola, cioè, dalla sua più diretta discendenza originaria. Parte, quest'ultima, non sempre ben calibrata nella analisi delle singole parole entrate "ormai" a far parte di una intera frase compiuta, e chiamate così tutte assieme a formare quell' unico pensiero da resistere nel tempo, e perciò anche granitico nella sua durata di senso ivi attrinuita, ed al cui compimento ogni parola avrebbe dovuto contribuire sacrificando, se del caso, anche parti considerevoli del suo più pieno significato d'origine.
Ma quel suono, quasi a fantasma, nell'armatura della frase in cui era stato confinato, intendeva forse, denunciare tale suo ammazzamento di senso e ricordare con la fuoriuscita della sua individuale spiritualità che il senso della parola stessa è nel suo essere già inizio e destinazione di senso di ogni cosa in quanto rappresentanza ed ermeneutica di ogni cosa stessa ed alla cui funzione in origine era stata destinata quale espressione di legge nell'assegnarne i nomi., a prescindere dai legami sintattici e grammaticali giunti solo dopo.
E così a voler risentire ancora una volta tra le sue orecchie il tragitto ermeneutico del pensiero in quelle sempre sagge parole di quella
per lui ora anche donna ma che era stata anni prima la sua, sempre delicata e dolce, insegnante di lettere.
Come interagire ora con lei, compartecipe un tempo di gran parte del suo sapere? Palesarsi timido nell'approccio o anche scaltro per mostrarsi tutto intero come fosse lui ora divenuto uomo, e farsi così apprezzare da lei nel merito del suo dire, e contemporaneamente dai suoi compaesani come prodotto di quella loro scuola.
Del resto, tra i presenti in sala, c'era anche la sua ex fiamma ora, però, quasi col ruolo di velina, e non più con quel suo desiderio di una volta di appartenere ai primi della classe. La guardava in quel suo continuo accavallare di gambe che lasciava trasparire, nelle varie giravolte, gli orli di colore più intenso e ricamato dei bordi delle sue calze autoreggenti. Che avesse o meno le mutande.


Sembrava così ricomporsi la vecchia classe, con delle infiltrazioni estranee, questa volta, alla vita studentesca. Ma forse molto utili alle necessità della vita, almeno di quella vita del mangiare, lavorare, fottere e divertirsi in pace.
C'erano tutti, o quasi: il prefetto, il sindaco, l'arcivescovo, il medico, il farmacista. E i primi tre anche con le loro auto blu, come si notava dai balconi della sala, che avevano dall'esterno richiamato molti curiosi, magari, in quel loro solo chiedersi cosa fosse successo di tanto importante.
Del resto "eu" avrebbe potuto rappresentare solo l' omaggio, nato inconscio, e rivolto a quell'Europa lì non ufficialmente rappresentata come specifico se non da quella unica bandiera simbolica azzurra con stelle e con quei soldi per le infrastrutture da fare e dirette a migliorare la viabilità di quella collina verde nel congiungerla alle valli sottostanti e da cui erano stati presi anche i soldi necessari al convegno dei "Tre giorni di Profondo ripensamento" cui era stato intitolato, in quelle cinque parole colorate ben visibili in ogni angolo del paese, il convegno stesso.


Tante problematiche cominciavano ad infiltrarsi nella sua mente mentre solo ora notava la mancanza della bella bidella mora assunta con contratto di precariato. Che si fosse anche lei indirizzata al nord, o, più semplicemente forse si era sposata e stava ad accudire i figliuoli che da grandicelli sarebbero arrivati a quella stessa scuola, a quegli stessi banchi, dove anche lei era stata, così come lui, e con quelle uniche tre classi in quell'unico plesso scolastico, che, racchiudendo anche le elementari tra le sue cinta avrebbe rappresentato nelle varie epoche storiche che si erano succedute e in quelle tutte ancora da venire l'intera fucina del sapere degli abitanti di quella collina verde di quella comunità intera da loro lì sopra condivisa E del resto l'intero paese era esposto a sud, così da riceverne tutto il giorno il raggi solari con i loro diretti ed immediati effetti di risparmio energetico non solo col limitare il numero degli alberi da abbattere per la legna ma anche sul minore consumo dell' energia elettrica o del gas per le loro necessità di vita, e magari potendo anche scegliere, dopo i dibattimenti scientifici del quel convegno dei tre giorni, per il domani, non solo le celle fotovoltaiche, ma anche l'opzione eolica dato che il vento lì nella zona non mancava mai., per costituire nell'insieme di quel pacchetto delle fonti così dette rinnovabili, la loro più piena indipendenza e partecipare, questa volta quale abitanti del mondo, all'intero sistema di salvaguardia del pianeta messo in atto dalla politica e dalle comunità scientifiche attraverso l'uso dei convegni. E tra cui anche quello di oggi, avrebbe detto nel suo discorso di apertura dei lavori, il Sindaco.
Del resto anche il sacerdote, quell'unico parroco dei tre paesi vicini, quello sempre -con l'ancora sempre abito talare- a disposizione dei cittadini di quella piccola comunità non solo operosa ma anche molto religiosa, sembrava acconsentire a quelle sante parole pronunziate, ma sempre in virtù del rispetto dei valori spirituali e dell'autorità preposta ad ogni ruolo così come da inchino diretto al suo superiore, che ora, col cappello da arcivescovo ancora in testa, illuminava, benedicendoli con le dita della mano destra i presenti. I quali a loro volta, e questa volta per la circostanza religiosa, si erano alzati in piedi e ripetevano con le loro dita il segno della croce nei punti del proprio corpo indicanti particolarmente la mente e il cuore, quasi a voler ancora una volta significare la non esistenza di rumori fuorvianti tra i due diversi centri di energia, al fine di meglio unirli, riunificandoli, con quella benedizione, nello spirito santo dell'esistenza, per raggiungere anche in quella mattinata di studio, le ragioni universali di Dio e da definirsi in tal modo, ancora una volta, verità assolute da valere in ogni epoca storica e non solo in quella nostra e dei nostri figli e dei nostri nipoti. Ma fin dall'origine e in ogni dove, in secula seculorum, in quanto noi eravamo già presenti all'origine ma solo che i nostri corpi mancavano e così non possiamo ricordare quelle parole già pronunziate da Dio, ma che comunque oggi il vescovo, questa volta come testimone di scienza, ché lui, - facendosi prete ha ricevuto la parola di Dio tramite altro sacerdote a cui Lui lo aveva  riferito- ,lo rammenta allintera comunità e, in particolare a noi singoli fedeli, siano essi uomini di campagna, politici o di scienza e che eravamo comunque tutti lì a parteciparvi quella mattina.
Questa considerazione ultima del "noi" la svolgeva tra le sue sinapsi del lobo destro e del lobo sinistro del suo cervello in un possibile parallelo mentale tra la realtà ivi presente e, con le attrezzature dell'immaginario, da trasferire, quale file già masterizzato, alla tesi da svolgere dopo il suo ultimo esame e i cui risultati dialettici stava ora esponendo, tra i suoi pensieri immediati, al suo futuro esaminatore di cui non avrebbe mai conosciuto prima dell'esame stesso il pensiero filosofico avendo abbandonato da tempo la lettura di ogni libro per una più marcata scelta metodologica sempre più volta a quell'empirismo del prima vivi e poi nei trai le conclusioni filosofiche che avrebbe ispirato la sua tesi di laurea il cui giorno fissato di esame lo aveva appreso sfogliando nel point internet, o tramite internet, dell'Autogrill nel suo viaggio di ritorno al paese natio.

Su quest'ultimo punto, tra l'uso dell'on.line o l' on.line in sé, come sarebbe stato meglio dire, era ancora a riflettere indeciso, quando sentì strattonarsi improvvisamente la giacca dal didietro e chiamarsi: "Walterì", e lì ad abbracciarsi col suo amico d'infanzia. Uno di quelli che non aveva proseguito gli studi restando così in quel paese che ora gli appariva sempre più lontano.

postato da: ormedelcaos alle ore 07:58 | link | commenti
categorie: racconti a moduli

La portata



 
 
gli ulteriori sviluppi – come la natura compie le sue scelte
 
 
di getto l’acqua venne, e non fu per niente contingentata, neanche nella virgola a rimaner che restammo
 
sembrerebbe quasi un titolo è invece è solo un’avventura
 
 
Della sola presenza anche il quantistico d'un numero che pareva potersi palesare in una serie logica di parole diretta, con sua alta probabilità, a far breccia nei meandri del sentimento, e per cui anche il tentativo  poetico, pur minimo che fosse, dovesse anch'esso  essere  sottoposto,  nel massimo di una disposizione logicosillabica, al  5 7 5 di una bisaccia che fosse per di più di primavera,
  così come,
con altrettanto garbo, la  squadra di calcio scesa in campo a dimostrare con maglie in nerazzurro quel suo grido di un 4 4 2 oltre la porta, dove il 2 lì starebbe ad indicare l'insieme quel giorno dei suoi due attaccanti
 
Pertanto arrivammo alle prove, chi fornito da vecchio vocabolario a fogli mobili, chi da google di internet da cui anche le possibilità
Logiche di attenta e pregressa sillabazione nonché il complesso delle finali in anta o in risonanza magnetica migliore, ed allo scopo
Portammo noi la nostra mente fatta anche quella mattina con un po’ di sentimento malandato, anche seppur di contenuto nascosto nel contegno  così a  via di riflessi sempre pronti, talvolta, date le circostanze, detti anche molto recalcitranti.
 
Vicino c’era lo strimpellatore per cui dicemmo di tirare innanzi.
 
Che fu questa via, che fu questo acerbo da cui investiti
Non s’odono dinanzi i cori i giapponesi a dirci non vi propagate
 
-         e quelli, ancora indietro, mica lì che se ne accorsero.
E allora noi riprendemmo: piglia la vocale, imbastiscila di senso
Rimasticala in bocca a trattenerne l’aria, poi mollala di botto
Alle tue orecchie facendola salire lungo la gola.
 
Mossi, rimossi ch’eravamo, assiepati, dissero: sparpagliatevi
E di cui l’unico fardello che ci portammo addosso era il rimprovero
Anch’esso da levante.
 
Che sia sorte
Che sia manzo liscio
 
Che sia di dinamite il canto corto
Che sia di posa il verso giallo
 
Che sia come ci aggrada
 
che qual' altra serie ancora di Fibonacci
tesa ad alzar di rami in numero le foglie
possa arrivare anch'essa
imbastita in  qualche forma 
a toccare qualche corda
sia essa più grande o più  piccola
di un cuore
 
 ché pure  word nei suoi più minuscoli orizzonti, questa mattina, in questo suo certo bagaglio culturale 
non mi segnala onde puntate in rosso
che avrebbero disatteso, se non danneggiandone la stazza,  al meno quella sua minuscola, ma irrinunciabile, portata
 

 

postato da: ormedelcaos alle ore 07:56 | link | commenti
categorie: il continuo e il discreto

Mancanza

 

Approssimare gli angoli, approssimare le antraciti,
mossi, rimossi, giacevano i corpi, sospenderli
con preghiere, che lui sia così, che venga, adattarli
agli spazi in cunei più formi, in avantreni più morbidi
ai destini, sollevandoli verso l’uscita, verso il postero
che dirà: mi sei mancato.
Come lune in cielo, come i solchi del mulo, i cui passi
sul ciglio, va avanti imperterrito senza guardare,
senza battere di ciglia.



postato da: ormedelcaos alle ore 07:53 | link | commenti
categorie: semantiche

La meditazione assicurata

 

La meditazione è forse qualcosa che dici: mi metto a pensare, e pensi,
sia esso un fiume solo o anche un attimo che resta lontano e tu lo sospendi
e dici: pure io ora?
lo acquietare degli impulsi a coinvolgersi, la qualsivoglia che sia solo un incontro
ben individuato e preciso, che tu ancora lì: anch'io mi disperdo nell'aria,
nell'acqua, e non voglio restare chiuso in casa che comincio ora a respirare
profondo ed esci?
Che così fosse chi poteva assicurarcelo, chi poteva dirci: è proprio come tu ora pensi,
e noi a rispondergli: meno male che sia proprio così?
 
postato da: ormedelcaos alle ore 07:48 | link | commenti
categorie: sociologia, filosofia
venerdì, 29 maggio 2009

Assaggi di Finnegans Wake

Non antiqualmente Inneigiorni del Bygnining il nostro Viaggiatoredistante, solo, dalla van Demon's Land, qualche pigro scaldo o potetavagabondo, solleverebbewearywillymente gli occhi scimuniti e snòbici verso i semisegni del suo zooteach e indugiandoindolentemente lungo il collodi fiasco, la coppa crackerata, il brogue calpestato, la zolla di torba, l'erica selvaggia, la blad di cavolo, lo stockfish, imparerebbe ingordamente che là al The Angelsono herbergatiper lui poteen e tè e praties e bacco e vino cont connecarolamente gorgheggianti: e senza cerimonie quasinizierebbe a presquesm ilerridere alla questizzinosità (Stupidaggini! Non soffiava certo molto windoso nous in quel momento attraverso il cappello di Mr Melancholy Slow!).
Ma nel pragma quale cagione formale fece un sorriso di quel tothensiero? Chi era lui per chi? Di chi sono i luoghidove? Kiwasti, kisker, kither, kitnabudja? Talcontate il temconto del tumulun. Givate la gav della grube. Che sia il paese dei lottatori coi bastoni, la città dei pescipiscuani o la terra dei leekleccatori o la panbpanungopovengresky. Quello che il regnans ha realizzato i rovesci hanno livellato ma noi sentiamo le indicazioni e possiamo misurare la loro estensione perché il melos rende il modo le manieri plicismano, plansimano, plusimano, plab. Tsin tsin tsin tsin! I folkers forearcafoliper il premio di due pollastre con Ming, Ching e Shunny sul prono prato pantanoso. Ci metteremo a sedere sulla speranza dl gostpirito ghoulanto perché l'uomo delle decime disturbava ma il suo hantitat non s'hagita più hqui. Rispondono delle loro Zoane; Ascoltate loro quattro! Udite come terombano! Io, dice Armagh, e ne sono orgoglioso. Io, dice Clonakilty, che Dio ci aiuti! Io, dice Deansgrange, e non dico niente. Io, dice Barna, e chenedite? Ih ho! Prima che cadesse fericollato colmò il firmamento: un ruscello, un ruscelletto alplambente, ritrosamente li ravvolse, raffreddato dei di lei riccioli: Non erano che thermiti allora, piccole, piccole. Il nostro formicaio lo sentivamo come una Collina di Allen, il Barrow per an Popolo, un Jotnurstfjaell: e c'era un grummelung amung le truppe d'apporco che ci fece trasecolare come un tuono luontano.
Così i confatti, li possedemmo, sono troppo imprecisamente pochi per garantire la nostra certezza, i testi per elezione pullnerale sono troppo infidamente irreperibili dove i suoi adjucatori sono verosimilmente tresconi tre ma i suoi giudicandatari evidentemente meno due.

...

James Joyce, Finnegans Wake
Traduzione di L. Schenoni



postato da: ormedelcaos alle ore 19:09 | link | commenti
categorie: autori
giovedì, 28 maggio 2009

aforisma semplice

 

le donne restano sempre donne, come le volpi

 

 

postato da: ormedelcaos alle ore 14:18 | link | commenti
categorie: aforismi e massime
mercoledì, 27 maggio 2009

 

Dedica

I colori ci appartengono

In quanto riflessi dell’animo,

della luce, ché al buio,

con le spine di vita,

essi scompaiono.

 

 

 

postato da: ormedelcaos alle ore 11:21 | link | commenti
categorie: caso e necessitĂ