Che ci sia anche un senso al cospetto
Che ci sia un nuvola in cielo, il martellare degli attimi
Uno ad uno in attesa di un evento più caloroso del solito,
le organelle, gli sfinimenti, il cielo da toccare sulle punta delle dita
il vociare dei più giovani, se tutto corre più innanzi, lo fermiamo?
Diciamo a colui che ci guida: aspettaci un poco?
Tali occasioni riflessive creavano sempre più spazio alle inutili speranze
Che l'andare sembrava simile ad un procedere attento, certo e sicuro,
avessimo come minimo 34 anni, avessimo con noi i cesti della spesa
non avessimo lasciato dietro i supermercati, quando gli orizzonti dinanzi ai nostri occhi,
oh, li vedi tu? Li vedo pure io?
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Gli orizzonti, del resto non possono considerarsi degli oggetti reali, ma solo delle mete, talvolta oggettive, altre solo individuali.
Che il picciotto miri a diventare capo di un corpo delinquenziale, è, per lui una grande meta, così come quella per una donna, magari, di avere un figlio, o per un politico il diventare capo di governo.
Cosa avessero in comune questi tre desideri così diversi se non un orizzonte da loro soggettivamente considerato forte quale aspirazione a da realizzarsi qualunque cosa accada e, per cui, anche pregare un po' per poter inchinare la sorte a loro vantaggio?
La riflessione, prendeva ormai piede in quella che doveva, o avrebbe dovuto, essere una attenta disamina psicosociologia di determinazione di valore.
"Valore inteso quale eufelimità, nel senso che la droga pur essendo un bene non utile è da confinarsi tra quelli appartenenti al mondo dell'eufelimo", ancora chiedeva ai presenti lo studente al secondo anno di Economia che aveva chiesto la parola.
E, in tal caso, dove dovrebbe cercarsi tale forma di utilità- nel rapporto uomo-beni o uomo-danni -
di quella soddisfazione che il drogato riceverebbe dalla droga? Come quasi fosse un qualcosa di buono ma nel contempo non di utile dal punto di vista salutare. Come per l'altro vocabolo: eutanasia, la dolce morte, ma che sarebbe non percorribile per la dottrina dello spirito e della fede.
3 puntata
A cent'anni dal "Cours d'Économie politique" di Vilfredo Pareto si riaffacciava questo termine di ofelimità, ma lo si innestava in una nuova visione, mettendolo a contatto con una realtà non solo di soddisfacimento ma anche di morte.
E, allo scopo la parola era stata piegata a questo volere, quasi a porsi a metà tra il bene e il danno.
Un bene può avere la caratteristica dell'ofelimità anche se non presenta alcuna utilità. Ma può, in tal caso, considerarsi anche un valore?
Che significato avrebbe potuto attribuirsi a questo "scivolamento" della "o" in un dittongo "eu" , per poi terminare come alternativa "o, o" in un dittongo dal significato ben preciso e risalente all'idea del "dolce" greco?
Che il sapore in sé della droga fosse dolce o anche amaro, o anche di altro genere, nessuno dei presenti ne era a conoscenza.
Si decise così di sorvolare sulla sensazione immediata dell'apparenza di senso all'organo olfattivo, e "su un possibile inganno della natura indirizzato al sonno, da sveglio, dell'uomo audace per la novità di volerla provare o troppo insicuro da voler fuggire con essa dalla realtà".
Del resto lo studente universitario di economia aveva ancora da superare l'esame di tale disciplina e le sue affermazioni non potevano considerarsi, fino a quel momento, a tutti gli effetti di legge valide tesi o anche solo sufficienti argomentazioni per imbastirci sopra un discorso
Per di più, lui giungeva da un paese dell'entroterra basato sulla vecchia tradizione contadina della realtà tattile del mondo e non sulla virtualità dell'oggetto, in cui tale fenomeno tossicologico sembrava non fosse ancora esploso in tutta la sua portata così come invece stava già avvenendo nelle metropoli e in cui tale "uso evasivo dalla realtà fattuale ed eversivo da se stessi", aveva finito con l'accumunare, nella ricerca dei loro valori fumogeni, sia gli abitanti delle zone cosiddette alte, o anche nobili, e sia quelli delle periferie "come si fosse trattato di una nuova Rivoluzione francese in quella ricerca di valori da condividere nel nuovo millennio di libertà, uguaglianza e fraternità che si apriva nella Storia, o almeno in quella sola parte della Storia occidentale".
L'insegnante di scuola media, per l'esattezza ben distinta, tentava di mediare per riportare la discussione in quella più ampia formulazione originaria in cui a tutti i presenti era sembrato di aver preso visione, se non proprio con la vista almeno con una vaga sensazione di appercezione di essere vicini agli orizzonti di ciascuno dei presenti, o almeno ai loro desiderata, pertanto sosteneva di non focalizzarsi troppo su un singolo particolare, in una parcellizzazione della conoscenza a discapito di quel sapere generalista che, in un mondo globale, avrebbe favorito meglio l'intera comunicazione.
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Che l'accidente filosofico avesse colpito ancora? s'interrogava, tra sé, lo studente all'ultimo anno di filosofia. Quella casualità tra un unico suono di una sola vocale e quello composto da un dittongo, anch'esso simile nel suono, a sostituirlo nella prossimità della sensazione uditiva, ma ermeneuticamente con possibilità diverse di ulteriori sviluppi, quasi a rappresentare la conferma tra l'essenza e l'apparenza della parola trascurata, la "o" o il composto di due vocali "eu", in una conversazione che, in origine, era sembrata incamminarsi sulla sola deduttività, e non induttiva, logica e in cui ora si stava manifestando, con sempre più fragore, proprio per quella occasionalità definita, appunto, "caso", in quell'irrompere di un certo qual misticismo espresso nella forma di un'apparente evocazione dell'origine di senso della parola riprodotta dall'apparato boccale all'atto del pronunziarla e tale da poter, semanticamente, forse anche significare le modalità del suo voler essere così "trattata", estraendola, cioè, dalla sua più diretta discendenza originaria. Parte, quest'ultima, non sempre ben calibrata nella analisi delle singole parole entrate "ormai" a far parte di una intera frase compiuta, e chiamate così tutte assieme a formare quell' unico pensiero da resistere nel tempo, e perciò anche granitico nella sua durata di senso ivi attrinuita, ed al cui compimento ogni parola avrebbe dovuto contribuire sacrificando, se del caso, anche parti considerevoli del suo più pieno significato d'origine.
Ma quel suono, quasi a fantasma, nell'armatura della frase in cui era stato confinato, intendeva forse, denunciare tale suo ammazzamento di senso e ricordare con la fuoriuscita della sua individuale spiritualità che il senso della parola stessa è nel suo essere già inizio e destinazione di senso di ogni cosa in quanto rappresentanza ed ermeneutica di ogni cosa stessa ed alla cui funzione in origine era stata destinata quale espressione di legge nell'assegnarne i nomi., a prescindere dai legami sintattici e grammaticali giunti solo dopo.
E così a voler risentire ancora una volta tra le sue orecchie il tragitto ermeneutico del pensiero in quelle sempre sagge parole di quella
per lui ora anche donna ma che era stata anni prima la sua, sempre delicata e dolce, insegnante di lettere.
Come interagire ora con lei, compartecipe un tempo di gran parte del suo sapere? Palesarsi timido nell'approccio o anche scaltro per mostrarsi tutto intero come fosse lui ora divenuto uomo, e farsi così apprezzare da lei nel merito del suo dire, e contemporaneamente dai suoi compaesani come prodotto di quella loro scuola.
Del resto, tra i presenti in sala, c'era anche la sua ex fiamma ora, però, quasi col ruolo di velina, e non più con quel suo desiderio di una volta di appartenere ai primi della classe. La guardava in quel suo continuo accavallare di gambe che lasciava trasparire, nelle varie giravolte, gli orli di colore più intenso e ricamato dei bordi delle sue calze autoreggenti. Che avesse o meno le mutande.
Sembrava così ricomporsi la vecchia classe, con delle infiltrazioni estranee, questa volta, alla vita studentesca. Ma forse molto utili alle necessità della vita, almeno di quella vita del mangiare, lavorare, fottere e divertirsi in pace.
C'erano tutti, o quasi: il prefetto, il sindaco, l'arcivescovo, il medico, il farmacista. E i primi tre anche con le loro auto blu, come si notava dai balconi della sala, che avevano dall'esterno richiamato molti curiosi, magari, in quel loro solo chiedersi cosa fosse successo di tanto importante.
Del resto "eu" avrebbe potuto rappresentare solo l' omaggio, nato inconscio, e rivolto a quell'Europa lì non ufficialmente rappresentata come specifico se non da quella unica bandiera simbolica azzurra con stelle e con quei soldi per le infrastrutture da fare e dirette a migliorare la viabilità di quella collina verde nel congiungerla alle valli sottostanti e da cui erano stati presi anche i soldi necessari al convegno dei "Tre giorni di Profondo ripensamento" cui era stato intitolato, in quelle cinque parole colorate ben visibili in ogni angolo del paese, il convegno stesso.
Tante problematiche cominciavano ad infiltrarsi nella sua mente mentre solo ora notava la mancanza della bella bidella mora assunta con contratto di precariato. Che si fosse anche lei indirizzata al nord, o, più semplicemente forse si era sposata e stava ad accudire i figliuoli che da grandicelli sarebbero arrivati a quella stessa scuola, a quegli stessi banchi, dove anche lei era stata, così come lui, e con quelle uniche tre classi in quell'unico plesso scolastico, che, racchiudendo anche le elementari tra le sue cinta avrebbe rappresentato nelle varie epoche storiche che si erano succedute e in quelle tutte ancora da venire l'intera fucina del sapere degli abitanti di quella collina verde di quella comunità intera da loro lì sopra condivisa E del resto l'intero paese era esposto a sud, così da riceverne tutto il giorno il raggi solari con i loro diretti ed immediati effetti di risparmio energetico non solo col limitare il numero degli alberi da abbattere per la legna ma anche sul minore consumo dell' energia elettrica o del gas per le loro necessità di vita, e magari potendo anche scegliere, dopo i dibattimenti scientifici del quel convegno dei tre giorni, per il domani, non solo le celle fotovoltaiche, ma anche l'opzione eolica dato che il vento lì nella zona non mancava mai., per costituire nell'insieme di quel pacchetto delle fonti così dette rinnovabili, la loro più piena indipendenza e partecipare, questa volta quale abitanti del mondo, all'intero sistema di salvaguardia del pianeta messo in atto dalla politica e dalle comunità scientifiche attraverso l'uso dei convegni. E tra cui anche quello di oggi, avrebbe detto nel suo discorso di apertura dei lavori, il Sindaco.
Del resto anche il sacerdote, quell'unico parroco dei tre paesi vicini, quello sempre -con l'ancora sempre abito talare- a disposizione dei cittadini di quella piccola comunità non solo operosa ma anche molto religiosa, sembrava acconsentire a quelle sante parole pronunziate, ma sempre in virtù del rispetto dei valori spirituali e dell'autorità preposta ad ogni ruolo così come da inchino diretto al suo superiore, che ora, col cappello da arcivescovo ancora in testa, illuminava, benedicendoli con le dita della mano destra i presenti. I quali a loro volta, e questa volta per la circostanza religiosa, si erano alzati in piedi e ripetevano con le loro dita il segno della croce nei punti del proprio corpo indicanti particolarmente la mente e il cuore, quasi a voler ancora una volta significare la non esistenza di rumori fuorvianti tra i due diversi centri di energia, al fine di meglio unirli, riunificandoli, con quella benedizione, nello spirito santo dell'esistenza, per raggiungere anche in quella mattinata di studio, le ragioni universali di Dio e da definirsi in tal modo, ancora una volta, verità assolute da valere in ogni epoca storica e non solo in quella nostra e dei nostri figli e dei nostri nipoti. Ma fin dall'origine e in ogni dove, in secula seculorum, in quanto noi eravamo già presenti all'origine ma solo che i nostri corpi mancavano e così non possiamo ricordare quelle parole già pronunziate da Dio, ma che comunque oggi il vescovo, questa volta come testimone di scienza, ché lui, - facendosi prete ha ricevuto la parola di Dio tramite altro sacerdote a cui Lui lo aveva riferito- ,lo rammenta allintera comunità e, in particolare a noi singoli fedeli, siano essi uomini di campagna, politici o di scienza e che eravamo comunque tutti lì a parteciparvi quella mattina.
Questa considerazione ultima del "noi" la svolgeva tra le sue sinapsi del lobo destro e del lobo sinistro del suo cervello in un possibile parallelo mentale tra la realtà ivi presente e, con le attrezzature dell'immaginario, da trasferire, quale file già masterizzato, alla tesi da svolgere dopo il suo ultimo esame e i cui risultati dialettici stava ora esponendo, tra i suoi pensieri immediati, al suo futuro esaminatore di cui non avrebbe mai conosciuto prima dell'esame stesso il pensiero filosofico avendo abbandonato da tempo la lettura di ogni libro per una più marcata scelta metodologica sempre più volta a quell'empirismo del prima vivi e poi nei trai le conclusioni filosofiche che avrebbe ispirato la sua tesi di laurea il cui giorno fissato di esame lo aveva appreso sfogliando nel point internet, o tramite internet, dell'Autogrill nel suo viaggio di ritorno al paese natio.
Su quest'ultimo punto, tra l'uso dell'on.line o l' on.line in sé, come sarebbe stato meglio dire, era ancora a riflettere indeciso, quando sentì strattonarsi improvvisamente la giacca dal didietro e chiamarsi: "Walterì", e lì ad abbracciarsi col suo amico d'infanzia. Uno di quelli che non aveva proseguito gli studi restando così in quel paese che ora gli appariva sempre più lontano.