orme del caos

letteratura e arte.......................................................................................................................................................................................

Chi sono

Utente: ormedelcaos
c'è uno spazio che separa e un qualcosa che unisce nella differenza a possedersi.

Partecipano

Foto recenti

Blog video: Il pensare
Blog video: Cantateci l'alba
Vedi altri media

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
domenica, 26 luglio 2009

L'ultimo sciamano

 

Che passi così l'ora ad una ad una
sfogliando il verso scarno, l'ultimo ricordo,
il timo o la borraccia, e sulla pelle lo strano
di un sentire.
Vocia la nefandezza, smormorano i sussurri,
vedi il  tulipano a sera.
Otri e menti, vini passati, i dolci rimpianti
d'un errare.
Necessitate, vorrei d'un tempo, e odi l'ultimo
sciamano che ancora canta al tramonto
che diventa sera.


postato da: ormedelcaos alle ore 13:59 | link | commenti (2)
categorie: audiopoesie
sabato, 19 luglio 2008

i numi della sera

I numi della sera



Cercateci dentro cercateci di lato
Tra un muro e l’altro tra file e noi
Tra i numeri e la sera stanca alle imposte
Da aprire alla luce se buia avanza dalla collina
Mentre il fiume scorre e la notte allieta
la luna

Tu con i pantaloncini ora corri da grande
Essì, me li tolsi da tempo, da quando vidi la rosa
E mi punsi il dito mentre piangevo
e pregavo ai numi





 

interpretata da ©ventodimusica

 

 

 

postato da: ormedelcaos alle ore 09:02 | link | commenti (1)
categorie: audiopoesie
mercoledì, 09 luglio 2008

questo frastuono

 

Questo frastuono


Come quando anche tu
e forse adesso
noi
o solo tu ed io
senza l’altra tra i visi
e poi ancora noi
tra i piaceri
e l’imbuto
o forse un destino
ancora insonne
e una damigiana vuota


quando i se


Come se far l’amore
o le insidie del tempo
tra il volere e il desiderio
quando pasqua e le colombe
o il ciabattino e i sandali
del netturbino
a spazzare quei ricordi
e poi dall’alto
quei fogli appesi
tra i crisantemi e il bacio
di domenica.
Questo frastuono


i cerchi


O anche sulle cosce
a porgerti
il danno e la promessa
e l’affanno
ad ingrossare i dubbi
di cui l’uno
e le altre accanto,
mentre i tremori
e il caldo dell’estate
salire alla mensa
della dubbiosa attesa

O anche noi solo così,
noi, finestre socchiuse agli eventi
sugli avamposti del mai
frastuoni, ai sogni in occhi

aperti se le stelle, e tu le vedi,

mi dissero,
ai nati 


 



 

interpretata da ©ventodimusica
postato da: ormedelcaos alle ore 05:23 | link | commenti (2)
categorie: poesia, audiopoesie
giovedì, 26 giugno 2008

La bella poesia

 

 

 

"La bella poesia" (Ormedelcaos)

declamata da ventodimusica 

La bella poesia

Cantiamoci d'illusioni la sera, qui di novembre, e posami i calzettini stanchi il mattino, presto, senza alcun avverbio, senza sorrisi -
o anche disconnessioni di reti, diremmo noi oggi :
Tra la rosa e l'oleandro scuro, dice il poeta:
Tra le ginestre ai borghi, le novele stanche e le notti di Natale:
Noi
oleandri negli orti e il merlo che ancora canta in marzo in amore tra i loro rami e la femmina meno scura, oggi, di colore, diremmo, nel nuovo nido


Nuvole:
Noi oggi

nuvole senza: sole che uscirà più tardi anche ci dicono


Quando le viole nei nostri giardini lungo le scale di un ascensore ai piani, alti, ancor se la petite in dentro in fuori dell’intonaco, o i crisantemi a nostri quadri, certi, appesi alla Van Gogh dei girasoli e di noi alle marine
tra i cristalli di un bocciolo comprato al mercato dell'ambulante che su tappeti anch'essi a mò di madonnelle d’oggi
Ci offriva alle mani richieste


E stanchi o ancora troppo stanchi, noi ci accingevamo ad andarcene



tra le pareti di un novembre avanzato, se vicini orizzonti, o stai zitto tu qui dentro ad una classe,
Parigi, piegàti, spiegateci Milano su Malpensa e Cina su alitalia, rossa ci aggiungono i compagni on-line: la clessidra e il Duomo alle 3 o anche stanotte alle quattro sotto gli archvi delle due torri anch'esse piene, o anche dei resti del mò sul Po di ieri visto l’altra sera in tv con i suoi tanti sacchi di sabbia

e di cui al violino che si poggia sulle spalle dell'uomo di strada che ti cerca dalle finestre o dai balconi ad affacciarti e di cui all’offertorio nostro
Di una messa puntuale come la campana del quotidiano nostro volere alla mensa del signore chiamandolo da giù coi campanelli


nei parchi Lui è stanco di andare alle televisioni, ci aggiunsero senza le dovute novizie


dinanzi gli infermi delle sere un pò più stanche sarete voi o le cenate del mattino prendi anche tu qualche appunto di oggi


ti dico calmo anche se ti faresti veloce nel lavarti le mani
Tra i vortici e i palissandri dei nostri monumenti, moltitudini, diremmo molti accingendoci alle lavagne nere, stavolta tocca a te ti diranno, ti guardo sul registro dei voti solo dopo che in copieincolla te ne stai


E i pesci fuor d'acqua a respirarci contenti in maschere di piccoli ossigeni, cabotaggi micron diossine lente ferraginose le maestre di domenica
Vi verremo incontro alle sette di sera noi siamo ancora vergini abbiamo conservato l’olio che ci diedero al mattino


Noi saremo dalla parte nord mentre voi ci correrete innanzi contenti battendoci le mani
Da sud ci dicono in tanti i registi seduti sulle stanze delle loro scrivanie sotto gli acini verdi dei loro nuovi affreschi
dei mutui che verranno da soli prendine anche tu un grappolo già che ora ci troviamo in piedi
Che son stanco delle file di noi di fronte a noi

mandami quel messaggio ti prego dice lui ancora oggi ti prego proprio assai che qui in fila fa caldo che ho la rata da scadere per rinnovare l’altra, dissero in coro


Signor Maestro le direi quando si sveglierà posso uscire ai bagni che già mi avvio lento me la sto facendo addosso anche se solo sul d'avanti mentre i cessi sono ancora senza chiavi e i bidelli dormono?

sarebbe per me anche questo un gran bel giorno, così di passaggio tra un'aula e l'altra richiesta anch'essa semivuota, e noi, con un'altra sigaretta in mano

L'appunterei solo dopo sul nostro diario, anche coi maturandi verbi delle more stanche percorse nei corridoi sulle mattonelle a scacchi, per renderla anche più bella e dolce della sera innanzi, smussata come a noi  in luci di lui ci disse, e che lei ci decantò dianzi; lei seduto ora sulla cattedra di plastica, sedia rotta, capelli stinti, poco pagato e con quattro figli in tasca come noi che pure loro a casa

dacci anche a noi una ciliegia rossa sul viso aggiunsero i compagni ch’era già tardi e scapparono in strada


  ©ventodimusica


la bella poesia - interpretata da

postato da: ormedelcaos alle ore 04:24 | link | commenti (10)
categorie: audiopoesie
mercoledì, 25 giugno 2008

Cantateci l'alba



Cantateci l'alba



Cantateci l'alba, questa sera
Cantateci l'amore
Mentre la passione trema
E la paura ci prende
Fermateci il seme dell'odio
Diteci dei campi
Diteci di noi
Noi senza numeri
Noi senza patria
Noi e la storia
Noi e un nome disperso
Tra la strada e la vita
Noi di ieri e noi di domani
Noi con due mani e due piedi
Noi senza volto
Noi senza niente.






interpretata da ©ventodimusica


foto Copyright © ormedelcaos

 

postato da: ormedelcaos alle ore 19:24 | link | commenti (2)
categorie: audiopoesie
sabato, 27 ottobre 2007

Orizzonti degli eventi

                                               Orizzonti degli eventi

Nella fisica quantistica, il principio di indeterminazione di Heisenberg stabilisce che: " non è possibile conoscere simultaneamente posizione e quantità di moto di un dato oggetto con precisione arbitraria".

inoltre quantifica esattamente l'imprecisione (vedi cifra significativa di una misura).

È una delle chiavi di volta della meccanica quantistica e venne formulato da Werner Heisenberg nel1927.

Il principio non si applica soltanto alla posizione e alla quantità di moto, ma a qualsiasi coppia di variabili canonicamente coniugate. Nelle formulazioni moderne della meccanica quantistica il principio non è più tale ma è un teorema facilmente derivabile dai postukati.

In generale, qualunque coppia di grandezze osservabili generiche, che non siano nella relazione di essere compatibili, non si potranno misurare simultaneamente, se non a prezzo di indeterminazioni l'una tanto più grande quant'è più piccola l'altra.

da wikipedia

Mi piace quando non capisco ciò che leggo...:) mi intriga la mente e divento curiosa..e si sà..la curiosità è femmina!! E un bel prof. di fisica quantistica in un Motel, potrebbe attirare l'attenzione di una bella donna che oltre all'aspetto osserva il portamento di un uomo che sa più di quanto non dimostri l'aspetto...
criss
 
 
Opss, una new entry nel Motel, una signorina molto intrigante dall'aria austera ma elegantemente vestita..Una bellissima donna d'affari oppure una studiosa li per un convegno.....Ma??????? :)
 
 
 
La Signorina Sweet
sweetcristal 
 
 
Qui slittiamo, signorina o signora che sia già tra ieri e oggi, tra l’amore eccelso e quello carnale, detto anche da noi sesso, non so dalle sue parti, o, se anche più stretto nei tempi tra di noi, incesto, se non sono passati molti anni dalle ore di quell’anno in cui nascemmo presto tra di noi. È il tempo, signorina, è il tempo che fa tutto lui. Anche stanotte.
Non sono mica docente di fisica, sa, me ne guarderei bene, ma solo riflettente i raggi delle sinapsi, così le chiama lui, il mio, ora, lontano padrone: il professore, detto da me anche semplicemente: lui, nei suoi lampi di genio medievali tra la fisica di oggi e quella di ieri, dove lui si trova in mezzo ma che vorrebbe trovarsi molto più avanti.
Lei quale preferisce? Anche se non è poi l’ora del caffè

Ha visto, per caso, qualcuno venire di notte, aprire la stanza, affacciarsi al balcone chiuso, tirare le tende, e poi andare? Grazie.
Sono cambiati i tempi, signorini, e tra di loro i tempi stessi, oggi si fa l’amore molto più avanti quando noi non ci siamo più e ci assegnano le nascite altrui che non conosceremo mai, anche se ci mettessimo a pensare fin da adesso. Io e lei, bella, agile, anche di molta assai bella presenza, gambe un po’ divaricate, penso anche un bel culetto, e così via.
Mò mi ripasso la lezione di ieri. Se lei vuole accomodarsi faccia con comodo come se non esistessi io qui per lei anche se si spoglia.

 
i tempi cambiano, questi tempi, anche se poi noi qui, restiamo, o ce ne stiamo dentro. noi, cioè noi due assieme, o anche qualcun altro che non sappiamo, ma che immaginiamo sia del nord o del centro,umh: facciamo centr'america non si sa mai gli arabi e i destini, io mai pronunziai d'allah, o sinonimi di frasi o pensieri anche se candidi che intendessero offendere qualcuno, compreso lei, qui bella fra noi, stamattina, seno in fuori, gambe un pò divaricate, bel culetto, ed occhi azzurri ops,
avevo dimenticato: "anche fra di loro", ma l'ho aggiunto in tempo.



 

Inizio di Inixio

 

interpretata da ©ventodimusica

 

postato da: ormedelcaos alle ore 08:07 | link | commenti
categorie: sociologia, audiopoesie
lunedì, 09 luglio 2007

avrei potuto

 


quella pecora al recinto corre non la vedo
non ho sentito
avrei potuto
d'un sussurro quella voce
più d'un sogno ho sognato
questa notte

agreste è la storia che fosse
quando la luna dal freddo ti toglie

campestre d'un gioco
debordante voce
vetustà d'un credere
a riva implosa viene l'alba
e d'un fanciullo in cerchio espresso l'infinito
d'un silenzio senza moka che di lontano
ancora sgorga
e non è pace addì chi di è
quasi del nulla un sorriso
ubriacatura tecnologica del giorno
incolla dicesti più solitudini nel dunque




postato da: ormedelcaos alle ore 08:32 | link | commenti (4)
categorie: ermeneutica, audiopoesie
giovedì, 28 giugno 2007

Tu dormi



E' notte, e
tu che sempre
a me vicina stai
d'accanto
Amore mio
tu: dormi;
in grazia, ché
di giorno, domani: posi
e adesso d'ancora
ch'é notte invece, io: prendo!


Dormi.
Possa d'aiuto al meno
della tua notte portar
la notte mia; dopo
che io, io: se quel suono
a me d'ancora un po' partiene,
che
a notte son
nel giorno: quel giorno
che in dì
porta pene, e sono qui
a
giorno di quel
buio, che
a notte io
veglio.


Tanto tu
di tanto abbandonata al canto
sei di pace al sogno:
mio, che
abbandonasti il tuo, d'onde a me:
che fosse il mio
lenir
d'una notte al
naufrago di giorno del cammin
di vita mia:
scommessa; sconnessa
d'una vita, in canto
d'errato; di trastulli
in pace: ch'erra.


Tu dormi
amore mio,
che doloroso a te è quel sogno
che di giorno
a me, domani tu, indarno, a me
porgerai.


E' notte, e poco prendi!
Al molto domani volgerai.
Mutato, in sogno d'amore il tuo
domani
porterai al giorno mio; che misero
ancor, a notte veglia.
Indarno sogni
e ti ringrazio, in sonno.


E, come potria sennò sbarcar
la pena mia, dopo
che troppo ebbi l'amaro
portato in porto?
Domani: io
a te darò, dolce d'un verbo
l'inganno, la mia pena
e tu
il sogno, che tu or neanche
chiamata sei
a consumare, seppur lo sogni;

ché qual, nutrice
vergine ancor
di
dono, al misero dovrà alleviar la pena;
ché al misero,
non basta dono, per alleviargli
il danno suo.


Dormi, e
neanche il sogno ti appartiene.
Duro il tuo fato, oh bella mia!
Ed io, se ancora
quel suono mi partiene, che
non nascosi al pianto:
sciolgo.


Tu dormi
ed io che, misero, ebbi
portato il canto.



postato da: ormedelcaos alle ore 06:52 | link | commenti (7)
categorie: amore, audiopoesie