I lanternini
o anche il suono di un flauto
e il giallo tra la pergamena
e la penna che scivola
lenta
tra una sillaba e un'altra
oggi che è venerdì
dove le viole
dove gli abissi e gli incarti
o solo gli aliti delle stagioni
e i muri d’un compromesso
alle porte di rovere se si aprono da sinistra
dove i lacci alle scarpe o i gatti bianchi
sui tetti quando il buio o le domestiche
incinte
e i lanternini alle lucciole
seconda parte
attonita versa o attonito dico
se l’acqua ci bagna le tempie
dopo la clessidra
e suona dolce la musica che sniffa
da un alto riposo o, solo,
l'atterraggio da un attento ciglio
là dove il vento
pesca più in là di una lira, il soldo
di un colore smarrito
L’unica comprensione
la coscienza per nevrosi
combinazione elementare
prescrivibile
vivente
che si muove dal futuro;
infermità immagazzinata
concezione ad essere.
Di più significherebbe in cammino lungo la strada
almeno in parte il senso di raccapriccio del sé
la coscienza voluta in compenso
in apposite strofe e dire: può già essere
abbandonata.
Avrebbe dovuto essere la mancanza di pensiero
lacerato nel raggiungerla
se il suo posto
quella pecora al recinto corre non la vedo
non ho sentito
avrei potuto
d'un sussurro quella voce
più d'un sogno ho sognato
questa notte
agreste è la storia che fosse
quando la luna dal freddo ti toglie
campestre d'un gioco
debordante voce
vetustà d'un credere
a riva implosa viene l'alba
e d'un fanciullo in cerchio espresso l'infinito
d'un silenzio senza moka che di lontano
ancora sgorga
e non è pace addì chi di è
quasi del nulla un sorriso
ubriacatura tecnologica del giorno
incolla dicesti più solitudini nel dunque