orme del caos

letteratura e arte.......................................................................................................................................................................................

Chi sono

Utente: ormedelcaos
c'è uno spazio che separa e un qualcosa che unisce nella differenza a possedersi.

Partecipano

Foto recenti

Blog video: Il pensare
Blog video: Cantateci l'alba
Vedi altri media

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
venerdì, 18 luglio 2008

I lanternini

 

 

o anche il suono di un flauto

e il giallo tra la pergamena
e la penna che scivola
lenta
tra una sillaba e un'altra
oggi che è venerdì

dove le viole

dove gli abissi e gli incarti

o solo gli aliti delle stagioni
e i muri d’un compromesso
alle porte di rovere se si aprono da sinistra

 

dove i lacci alle scarpe o i gatti bianchi
sui tetti quando il buio o le domestiche
incinte

e i lanternini alle lucciole

 

 

seconda parte

 



attonita versa o attonito dico
se l’acqua ci bagna le tempie
dopo la clessidra
e suona dolce la musica che sniffa
da un alto riposo o, solo,
l'atterraggio da un attento ciglio

là dove il vento
pesca più in là di una lira, il soldo

di un colore smarrito


 

postato da: ormedelcaos alle ore 10:00 | link | commenti (2)
categorie: ermeneutica, coordinate
venerdì, 08 febbraio 2008

 

 

 

 

 

Prendemmo due bagagli e tre numeri

prendemmo qualcosa che somigliava

ai nostri corpi

 

 

 

postato da: ormedelcaos alle ore 06:52 | link | commenti (2)
categorie: geometrie, ermeneutica
martedì, 13 novembre 2007

l'entelechia e l'interazione


Non è forse entelechia o maturazione quella pera sull’albero che tende a ri-conoscere se stessa attraverso il perfetto stare l’ in attesa, in quel suo naturale e tecnologico sviluppo? Anch’essa interagisce col suo ambiente che si definì divino e ora a nitrati e a etere frammisti a CO2 ed H2 Oh? che fosse un binomio il primo zero e comprendesse il più e il meno anche senza la parola scritta ma solo immaginata che viene e va sullo specchio dell’acqua al piccolo Narciso mentre gioca tra i flutti e le gardenie? e noi dunque figli d’un binomio pari con un meno magari più abbondante verso sinistra, o solo riciclate valenze, legami logori nel tempo e troppo saturi al destino?
O forse l’alba era scissa dalla notte anche se ad essa molto vicina nell’intercapedine del sonno/veglia delle 7,30 di una mattina piovosa? Ed avremmo ancora da sperare invertendo la veglia ed allungando con un altro giro il sonno? il tempo si rimetterebbe in sesto con un’ora legale anticipata di qualche settimana tra gli anni bisestili e quelli pari? o necessiterebbero ancora altri convegni a un dio molto scientifico, o altro Omero, per stabilire altro percorso, magari più comodo agli astanti delusi del centrosinistra?
Fatto è che abbiamo i forum e post e reply in infiniti abiti ed interpellare così la parola acquisita con avidità mononucleare tra i fatti e i fenomeni scritturali ad essi connessi tra le due virgole e il punto. Questi simulacra che ci vengono incontro tra le sinapsi e il caso domestico del nostro grande o piccolo io che esso sia, battiam battiam le mani che arriva la giuria nella ri-messa del gioco tra il garage e l’applausometro interagente lo sterzo e il servofreno?



Amministra Discussione: | Chiudi | Sposta | Cancella | Modifica | Notifica email Pagina precedente | 1 | Pagina successiva


Cerca


postato da: ormedelcaos alle ore 09:51 | link | commenti
categorie: ermeneutica
martedì, 10 luglio 2007

 

L’unica comprensione
la coscienza per nevrosi
combinazione elementare
prescrivibile
vivente
che si muove dal futuro;
infermità immagazzinata
concezione ad essere.


Di più significherebbe in cammino lungo la strada
almeno in parte il senso di raccapriccio del sé
la coscienza voluta in compenso
in apposite strofe e dire: può già essere
abbandonata.


Avrebbe dovuto essere la mancanza di pensiero
lacerato nel raggiungerla

se il suo posto







postato da: ormedelcaos alle ore 17:39 | link | commenti (4)
categorie: ermeneutica
lunedì, 09 luglio 2007

avrei potuto

 


quella pecora al recinto corre non la vedo
non ho sentito
avrei potuto
d'un sussurro quella voce
più d'un sogno ho sognato
questa notte

agreste è la storia che fosse
quando la luna dal freddo ti toglie

campestre d'un gioco
debordante voce
vetustà d'un credere
a riva implosa viene l'alba
e d'un fanciullo in cerchio espresso l'infinito
d'un silenzio senza moka che di lontano
ancora sgorga
e non è pace addì chi di è
quasi del nulla un sorriso
ubriacatura tecnologica del giorno
incolla dicesti più solitudini nel dunque




postato da: ormedelcaos alle ore 08:32 | link | commenti (4)
categorie: ermeneutica, audiopoesie