La verità di una parola qualunque
quella è la virtualità pura della parola.
tu hai visitato tutti i luoghi intorno a te,
fin nei più reconditi ambiti,
dalla macchina da cucire alla spoletta, dalle scarpe con tacchi alti agli angoli del letto, ai colori, agli oggetti,
e devi mettere ora la parola vuota, in una forma quasi di autosufficienza,
in una forma di spago a legare, e a stringere e a sciogliere i sensi di se stessa.
a svenirti tra le braccia
e dire: è proprio così
come pensavo
Spero, giuro, spergiuro,
iure condito, sine qua,
non ancora
Mare posa orizzonti,
immensi vengono,
vanno, si sprecano
sugli ultimi giornali della sera, le notizie, ne leggo una, una
sola buttando lo sguardo tra l'immagine e la lunghezza
del foglio a mo di una scommessa.
Essa rasa, rasata,
a primo
Pelo si fa avanti tu
la riporti con immediatezza,
l'appunti in alto,
sul foglio e attendi la seconda che arrivi,
quando ti chiedi: sarà poi
vera?