orme del caos

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Utente: ormedelcaos
c'è uno spazio che separa e un qualcosa che unisce nella differenza a possedersi.

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giovedì, 21 maggio 2009

La sete vagante [fa parte della scienza]

 

Dicevi della logica, quella luminosità che fluisce di sera, tu la guardi, la fissi e poi la rinnovi con altra luce in analogiche circostanze mediatiche tra il punto fermo e il movimento del carro in cui la stella di sinistra traspare in quella di destra e noi tutti a guardare i tuoi giri che approdavano a niente se poi riprendi nel buio i concetti del sonno, di quando dormivi e noi, sul divano, eravamo ancora svegli e sbrigavamo le pratiche ai nostri passi in partenza.
Fosse stato anche detto, quella volta, che il bue sta nell'asino tre volte, o anche che il cateto del pozzo fosse più in là della sua non più leggera ipotenusa, non avremmo di certo poi aperto il rubinetto dell'acqua per dissetare la sete.
postato da: ormedelcaos alle ore 15:47 | link | commenti
categorie: filosofia, geometrie
martedì, 15 aprile 2008

 

 

 

ritoccammo i cerchi

ed era ancora buio

quando i ciliegi

e poi i suoni,

nel succedersi

la notte,

che i segni

ancora dis ancoravano

l’i stante sm osso

pia no pia no

e poi il silenzio

 

 

 

postato da: ormedelcaos alle ore 07:43 | link | commenti (2)
categorie: geometrie, coordinate, dissolvenze
venerdì, 08 febbraio 2008

 

 

 

 

 

Prendemmo due bagagli e tre numeri

prendemmo qualcosa che somigliava

ai nostri corpi

 

 

 

postato da: ormedelcaos alle ore 06:52 | link | commenti (2)
categorie: geometrie, ermeneutica
lunedì, 04 febbraio 2008


già, noi ancora qui
i nostri pensieri
i nostri corpi
e senza più colori
vaghiamo
tra lo spazio e il tempo
tra il segmento e la linea
di sempre,

mentre la mano
pulisce lenta ancora

il vetro
appannato di ieri

postato da: ormedelcaos alle ore 07:38 | link | commenti (2)
categorie: geometrie, coordinate
martedì, 01 gennaio 2008

Tra la voce e il sogno tre

 

Cianciavamo, tra la voce e il sogno due udivamo
quei suoni che giungevano più lesti, come primi,
e piegati li raccoglievamo nelle ceste, selezionandoli
dalla rinfusa per lunghezze di sillabe, smemorate.
Abbarbicati sui muri tracciavamo segni, riproducendo
suoni, spezzoni di voci, semi immagini note.
Il quarto giorno tornammo alla miniera, e bevemmo
altra acqua.
Altra acqua alla fonte. Scrivemmo anche: Io di voi,
tra la sabbia e la roccia. Io sono nato qui, su questa
terra tra l’occidente e l’oriente.
Io nacqui sulle colline.

postato da: ormedelcaos alle ore 18:30 | link | commenti (2)
categorie: geometrie, coordinate
sabato, 08 dicembre 2007

Avremmo dovuto aggiungere
che anche lei, la primavera,
aspetta l’inverno.
Avremmo potuto far presente
che anche il solstizio,
in dicembre, è asimmetrico.
Ma restammo zitti.
postato da: ormedelcaos alle ore 09:49 | link | commenti (7)
categorie: geometrie
venerdì, 16 novembre 2007

C’è della razionalità in queste parole
Un ordine sintattico della vita
Un vivere e un morire tra le sponde
Un cuore appeso all’evento e due gambe
All’accidente del caso, come oggi
Questa via e lontano
Due semafori in risoluzione
Standard in sincronia omeopatica al divieto
Come due greggi all’ovile in tregua d’attesa
Ci sono i verbi transitivi logici e, pertanto,
Ti chiederei: cosa fai questa sera?
postato da: ormedelcaos alle ore 10:47 | link | commenti (2)
categorie: geometrie
lunedì, 03 settembre 2007

Hai tu nell’animo il compasso
Un determinismo fattuale del cono
Che nell’ombra incide il tempo dell’ora
La vendemmia dei grappoli acerbi
In primavera
Hai tra le gambe l’animo giusto
Il teorema di Pitagora in efeso
Una base arrossita ed un cateto mancante
Che svirgola nel mezzo
Hai delle gambe asciutte tirate in diagonale
Perpendicolari alla guglia del tempio

 

postato da: ormedelcaos alle ore 15:59 | link | commenti (2)
categorie: geometrie