orme del caos

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venerdì, 10 luglio 2009

 

I molteplici
 
Sembra tu non abbia dato peso alla situazione, quel peso che merita ogni evidenza, ogni circostanza,
ogni parvenza. Che non ci stato alcunché di abissale, potremmo convenirne in separata sede, ma di fronte ad uno scritto, a un qualcosa di appuntato che possa far sorgere dubbi, e non solo, occorrerebbe ponderare bene i correttivi, siano essi anche solo quelli grammaticali o di incisi che potrebbero far sorgere dubbi sulle autenticità delle parole riportate, foss’anche un grido in più.
 
 
postato da: ormedelcaos alle ore 06:23 | link | commenti
categorie: lettere, filosofia
mercoledì, 08 luglio 2009

Caratura di marzo

 
Cara amica,
 
ti scrivo per frantumare qualche sacco, per dire che due più due non fa meno quattro di ieri.
È che anche oggi il gallo ha cantato e la gallina è tornata in su la via, ma, a guardarci bene, poi, non è che sono tutte rose, anzi una, in particolare, deve essere l'innesto tra un carciofo e un busto di mais, per quanto spande di giallo col verde delle foglie. Ci sovviene, così, la primavera ed è bene in tale stagione appercolarci un poco tra i ricordi e le girarroste d'estate, che tu ricorderai bene, considerati anche i molti mesi di trenta giorni, e di cui, quest'anno, anche il nostro febbraio bisestile pareva volesse tirar la corda.
Mò ti lascio alle tue faccende che sarai anche impegnata, e ancora dirti che i broccoli di rape sono finiti anche quest'anno mi dispiacerebbe ancora.


postato da: ormedelcaos alle ore 14:12 | link | commenti (1)
categorie: lettere
martedì, 10 giugno 2008

 

 

Maestosa questa nota stretta qui sui colli largo incide amena smussata la rondine di testa si asside fermo il tempo dell’astemio - ah temo di fuggire - in cui sfugge agli inchiostri e mentre le si resta a canto il nido - ah, il nito del dò - dicemmo prendiamo gli occorrenti tutti il ramo secco la pula e i bastioni per quanto saranno grandi i gelsi toh prendi anche questo cretto che li raccoglieremo tutti tra i clivi storti delle copule di cesto negli attimi dispersi nei tanti finti tondi degli attimi di sfondo dei giri ancora sghembi in quelle giornate rotte dei diversi riti monchi di vergini riverse da far poi dir che in esse ti sposerai di piglio tra i mirti e figli degli alberi di giglio che ancora non ci sono.

postato da: ormedelcaos alle ore 08:55 | link | commenti (1)
categorie: lettere
lunedì, 09 giugno 2008

 

 

Indicati, perdemmo i gelsi e i resti
Perdemmo le more
E di cui
I nomi dei dispersi
Svegliandoci nel sogno ancora ci chiamavano
E rispondemmo presenti
Anche quando tu mi dicevi di star zitto:
Ché ancora non arrivano a te.
Prendemmo le cure dei tempi, dei posteri
e dei sempre come negli alti piani e bassi
dei mezzani privi di ascensori.
E di cui anche agli allori dei gradini.
A volte stanche queste ore, altre dismesse

dai più.
Comunque navigate per il senso delle attese.
Così come quell'affetto che ancora ti riporto,

Per intero.

 

 

 

postato da: ormedelcaos alle ore 16:16 | link | commenti (2)
categorie: lettere, linguaggi